Fotovoltaico

Installare un Impianto fotovoltaico senza permessi? Da oggi puoi!

Rientrando come intervento di manutenzione ordinaria, installare un impianto fotovoltaico oggi è facilissimo!

Per colpa del caro bollette, molte famiglie italiane stanno cercando il modo migliore per risparmiare senza rimanere al freddo al buio. E le energie rinnovabili si prospettano una validissima alternativa, oltre che una scelta consapevole in materia ambientale. Ma molti erano comunque frenati dal realizzare un impianto per via dell’iter burocratico legato all’ottenimento delle autorizzazioni.

E’ però notizia di pochi giorni fa l’entrata in vigore del D.L. 17/2022, contenente misure finalizzate al contenimento degli effetti dei vertiginosi aumenti del prezzo di elettricità e gas che stanno interessando il nostro paese. E questo provvedimento va a coinvolge in pieno anche la sfera del Fotovoltaico. In che modo? Scopriamolo insieme.

Il D.L. 17/22: installare pannelli senza permessi

All’interno dell’Articolo 9 del Decreto, troviamo significative semplificazioni per l’installazione degli impianti solari e fotovoltaici.  In particolare, la loro realizzazione su edifici, strutture e manufatti fuori terra, viene considerata intervento di manutenzione ordinaria: ovvero edilizia libera. In altre parole, questi interventi non sono più vincolati alla richiesta di permessi o atti amministrativi di assenso per la loro messa in opera. Un notevole incentivo per passare al fotovoltaico, accorciando notevolmente la burocrazia per la loro costruzione.

Questa novità rivoluzionaria nel campo delle installazioni, vuole andare incontro all’esigenza di molte famiglia, dando così la possibilità di autoprodursi l’energia e risparmiare così sulla bolletta di casa. Per ora però ne traggono beneficio solo i piccoli e medi impianti, ma entro maggio verranno individuate le modalità di estensione del modello unico semplificato anche agli impianti di potenza superiore a 50 kW, fino a 200 kW.

 

 

Una caldaia controllata vuol dire sicurezza e risparmio in bolletta

Manutenzione e controllo fumi: quando e perché farli

Fondamentale per chi ha una caldaia a gas è eseguire una corretta manutenzione. Fare periodicamente la sua pulizia ne mantiene l’efficienza e limita in maniera considerevole i consumi, evitando così  fastidiosi aumenti in bolletta. Tralasciando che sono anche obbligatori per legge, i controlli e le revisioni aiutano ad individuare possibili guasti e anomalie, garantendo la massima efficienza dell’impianto. Ma ogni quanto bisogna farli? E soprattutto, a chi rivolgersi? 

Scaldarsi con il gas è sicuramente comodo e permette di registrare un notevole risparmio economico. Ma non bisogna mai tralasciare la sua manutenzione: una caldaia in regola, pulita ed efficiente assicura una casa calda, consumi contenuti e allunga la vita stessa dell’impianto. Come accennato prima, dal 2013 questa manutenzione è diventata obbligatoria per legge (dPR n.74/2013). Attenzione però a non confonderla con il controllo dei fumi: anch’esso obbligatorio e fondamentale per la manutenzione, ma differente per esecuzione.

La manutenzione: obbligatoria ma essenziale

Quando parliamo di manutenzione della caldaia ci stiamo riferendo al corretto funzionamento dell’impianto, alla pulizia del bruciatore e dello scambiatore di regolazione. Il bruciatore, componente fondamentale per il funzionamento della caldaia, permette la miscelazione tra combustibile e comburente, portando al riscaldamento dell’acqua. Questo processo però, provoca l’accumulo di scorie al suo interno. Quest’ultime, se non rimosse tramite la manutenzione, possono portare a malfunzionamenti riducendo di conseguenza la resa dell’impianto.

Invece, lo scambiatore è il componente dell’acqua calda: al suo interno l’acqua fredda viene riscaldata per essere successivamente immessa nel circuito di riscaldamento. Come si può dedurre, questo elemento è sempre a contatto con l’acqua, comportando un’azione erosiva del calcare che potrebbe invalidarne il corretto funzionamento.

Detto questo, possiamo dunque capire l’importanza del controll0 periodico. E il nostro tecnico abilitato Andrea consiglia di eseguire annualmente la manutenzione dell’impianto, magari durante il periodo estivo o comunque prima della stagione fredda. Suggerisce poi di effettuare la pulizia annuale anche se non obbligatoria per legge: questa è molto utile per prevenire eventuali guasti e assicurare una temperatura costante.

Il controllo fumi: cos’è e quando farlo

Quando parliamo di controllo dei fumi della caldaia, la questione è diversa. Qui trattiamo l’analisi della combustione e dell’ossido di carbonio presenti nell’impianto. Chiamato anche come controllo dell’efficienza energetica, permette l’analisi della combustione dei fumi per verificare il corretto rendimento, la concentrazione di ossido di carbonio e l’indice di fumosità. Lo può effettuare sempre il nostro tecnico abilitato Andrea.

Al contrario della manutenzione ordinaria, il controllo dei fumi deve essere eseguito ogni 1,2 o 4 anni: la scadenza varia a seconda della tipologia del proprio impianto. Ogni 2 anni il controllo fumi riguarda:

  • impianti termici con potenza superiore a 10 kW, ma inferiore a 100 kW, con combustibile liquido o solido;
  • impianti con potenza superiore a 100 kW, alimentati a GPL oppure gas metano.

Invece, si esegue il controllo ogni 4 anni se si hanno impianti alimentati a GPL o gas metano con potenza pari o inferiore a 100 kW. Se si superano i 100 kW infine, in controllo va eseguito ogni anno.

In mancanza di questi controlli, oltre a incorrere in sanzioni pecuniarie, si può incappare in diversi rischi tra cui: la perdita di gas dall’impianto, l’incendio del combustibile o fulminazione da corto circuiti degli impianti elettrici che alimentano la caldaia. Meglio sempre controllare il proprio impianto ed effettuare i controlli annuali che rischiare e trovarsi delle sorprese in pieno inverno. Chiamaci per fissare un appuntamento!

Superbonus 110% e Bonus edilizi: tutte le novità sul Decreto anti-frode

In materia di Superbonus e bonus edilizi arriva la nuova circolare dall’Agenzia delle Entrate: attenzione alle novità

l’Agenzia delle Entrate ritorna a parlare delle misure anti-frode, inserite del Decreto Legge n. 157/2021. Al suo interno sono riportate “misure urgenti per contrastare le frodi presenti nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche”. 

La circolare n.16/E, pubblicata dal Fisco il 29 novembre 2021, fornisce nuovi chiarimenti in merito agli obblighi riguardanti il visto di conformità e all’asseverazione, sia per il Superbonus 110% che per gli altri bonus edilizi. Nel testo si evince che il Decreto anti-frode ha esteso i casi di obbligatorietà, confermando che il visto per l’utilizzo del Superbonus in dichiarazione non è obbligatorio, a patto che il contribuente invii in autonomia la precompilata; in alternativa si può inviare la dichiarazione tramite il sostituto d’imposta o, altro caso ancora, se è già presente un visto di conformità sull’intera dichiarazione.

Le novità riguardanti il Superbonus

Parlando di Superbonus, la novità è per il visto di conformità sui dati relativi alla documentazione, che attesta la sussistenza dei presupposti dell’agevolazione. In questo senso, il decreto ha esteso l’obbligo del visto di conformità anche nel caso in cui il bonus venga utilizzato come detrazione in dichiarazione; in precedenza era solo in caso di opzione per la cessione del credito o dello sconto in fattura.

Questa novità viene applicata alle fatture emesse (e ai relativi pagamenti intervenuti) dal 12 novembre 2021, ovvero dall’entrata in vigore del Decreto anti-frodi. Questo criterio temporale è valido sia per le persone fisiche, che gli enti non commerciali . Viene inoltre applicato alle imprese individuali, le società e gli enti commerciali. C’è però un’eccezione: il visto di conformità non è comunque obbligatorio se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente. Questa avviene attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia, oppure tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale.

Non è inoltre obbligatorio il visto di conformità ad hot per il Superbonus quando è presente il visto di conformità sull’intera dichiarazione, richiesto in precedenza. La circolare sottolinea poi, che le spese sostenute per l’apposizione del visto possono essere detratte anche nel caso in cui in contribuente si avvale del Superbonus direttamente nella propria dichiarazione dei redditi.

E tutti gli altri bonus?

Invece, parlando di tutti gli altri bonus, la nuova attestazione è obbligatoria sono nel caso di cessione del credito o dello sconto in fattura. In questi casi, l’attestazione deve riferirsi ai lavori che siano almeno iniziati e serve per certificare la congruità della spesa sostenuta, in relazione alla tipologia dei lavori. In altre parole, serve per confermare il rispetto dei costi massimi.

Il visto di conformità e l’attestazione di congruità devono essere obbligatoriamente apposti alle comunicazioni trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate a partire dal 12 novembre 2021. Tutte le comunicazioni inoltrate invece entro l’11 novembre 2021, per le quali l’Agenzia ha emesso regolare ricevuta di accoglimento, non sono regolate dalla nuova disciplina. Stessa cosa per i contribuenti che, prima del 12 novembre 2021 in relazione a una fattura, hanno assolto il pagamento a loro carico ed esercitato l’opzione per la cessione tramite un’annotazione, anche senza comunicazione all’Agenzia delle Entrate

Nuove misure, nuovi controlli

Dall’invio delle comunicazione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, l’Agenzia delle Entrate ha cinque giorni di tempo per sospendere gli effetti su quelle comunicazioni che hanno evidenziato un certo profilo di rischio. Questa sospensione ha una durata di trenta giorni, pertanto il termine di scadenza per utilizzare il credito slitta per un periodo pari a quello della sospensione.

Oltre a questi controlli poi, l’Agenzia delle Entrate organizza controlli e accertamenti a posteriori.

 

fonte: lavori.pubblici.it; gazzettaufficiale.it

Biocombustibili e inquinamento: ecco il decreto attuativo per la decorbanizzazione del riscaldamento

Proposte migliorative e contributi accessibili: pubblicato il nuovo testo della REDII

Il 30 novembre 2021 è uscito in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo che vuole promuovere l’uno dell’energia da fonti rinnovabili, la REDII. All’interno del documento, sono state incluse le proposte di modifica promosse da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), presentate durante l’audizione delle Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera dei Deputati, che si è svolta lo scorso 20 settembre.

Tramite la pubblicazione in Gazzetta, la direttiva REDII sulle energie rinnovabili è entrata in vigore. AIEL, tramite le sue proposte, ha sottolineato l’importanza di garantire una corretta applicazione dei contenuti del Piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria (siglato a Torino a giugno 2019). Importante è essere coerenti con la normativa vigente, per evitare dei vuoti legislativi e dubbi interpretativi che potrebbero danneggiare gli operatori del settore.  Come riportata, la direttiva garantisce l’utilizzo di biocombustibili certificati per l’accesso agli incentivi, chiarendo i percorsi per verificare l’utilizzo di biocombustibili in qualità conforme al corretto funzionamento dell’impianto termico.

Altro punto di svolta sono i requisiti minimi per accedere agli incentivi per generatori di potenza inferiore a 500 kWt: il Governo ha infatti accolto la proposta di AIEL, inserendo requisiti prestazionali minimi anche per questi generatori. In un ottica di allineamento totale dei requisiti, l’associazione spera a un’estensione di questi ultimi a Conto Termico, Ecobonus/Superbonus e Bonus Casa. L’intento è raggiungere una necessaria coerenza normativa fra diversi sistemi incentivanti nazionali.

Nuova attenzione ai generatori ibridi e ai micro-generatori

Inoltre, nel decreto sono state accolte delle proposte riguardanti i generatori ibridi (sistemi ad alta efficienza che integrano più tipologie di generatori) e i micro-cogeneratori (apparecchiature che permettono la produzione combinata di elettricità e calore in un unico impianto di piccola taglia). Queste due sono tecnologie molto innovative che per l’industria di costruzione di impianti a biomassa. Per far ì che non siano penalizzate, si vuole garantire un approccio di neutralità tecnologica, senza alzare barriere di ingresso al mercato. Il Governo ha così accolto la proposta, prevedendo la possibilità di accesso agli incentivi pubblici anche per i sistemi ibridi a biomassa e ai micro-cogeneratori.

“Questi sono risultati estremamente importanti per il settore: non solo riconoscono il principio fondamentale di promozione delle energie rinnovabili, ma anche la neutralità tecnologica,– dichiara Annalisa Paniz, Direttrice generale di AIEL – senza più barriere di accesso al mercato che ostacolano solo la concorrenza e determinano fenomeni distorsivi. Per la decarbonizzazione energetica e per migliorare la qualità dell’aria l’unica strada è l’innovazione tecnologica. Ad affermarlo è la riduzione del 23% di emissioni di particolato, prodotte dal riscaldamento a legna e pellet in Italia. Un dato questo, ottenuto grazie alla sostituzione delle tecnologie più obsolete con generatori moderni ed efficienti. Continua a essere fondamentale però che decreti e norme continuino a tenere il passo a questa spinta tecnologica”. 

“Governo e Parlamento hanno accolto le proposte di AIEL: un risultato che premia l’impegno quotidiano per creare una maggiore consapevolezza negli interlocutori politico-istituzionali sul ruolo delle bioenergie nel percorso di transizione energetica – afferma Domenico Brugnoni, presidente di AIEL – Non può esistere una singola tecnologia che possa realizzare un’equilibrata e razionale decarbonizzazione energetica da sola. Bisogna creare un mix energetico intelligente: il calore da biomassa legnosa deve riuscire ad offrire una soluzione sicura ed affidabile, contribuendo così a un’economia climaticamente neutra. Questa è l’unica soluzione in grado di garantire il presidio e lo sviluppo del territorio, in particolare in aree marginali e montane”.

 

fonte: aielenergia.it

Problemi con le infestanti in vigneto? Da Treviso arriva la soluzione a Biomassa

Un nuovo metodo per controllare le infestanti sul filare:  dalla casa veneta arriva una soluzione eco-sostenibile che utilizza il calore

Le aziende vinicole lo sanno bene: il controllo e il diserbo delle infestanti è una pratica fondamentale per la gestione del vigneto. Le erbe spontanee che nascono intorno ai ceppi delle viti, sottraggono acqua e nutrimento alla coltura; inoltre, creano ombreggiamento e umidità al  livello dei grappoli.

Per far fronte a questo problema, da anni le aziende eseguono il diserbo chimico o il pirodiserbo tramite bruciatori. Seppur efficaci e consolidati nel tempo, questi metodi hanno numerosi inconvenienti, traducibili in costi più elevati per la manutenzione ed elevate emissioni di materiali inquinanti.

Ma dal Veneto è stato brevettato un sistema ecosostenibile e sicuramente più economico: il pirodiserbo a Biomassa.

Pirodiserbo a pellet: un’idea di CS Thermos

La casa veneta CS Thermos, da oltre 30 anni specializzata nel campo delle stufe a pellet, ha messo a punto e brevettato questa soluzione alternativa per il trattamento delle infestanti in campo agricolo e, in particolare, vinicolo.

La macchina, portata all’attacco a tre punti della trattrice, è costituita da tre pezzi: un serbatoio per la biomassa da 300 litri, una coclea di alimentazione a griglia rotante e un camino orizzontale di uscita della fiamma. Quest’ultima, indirizzata verso il terreno da una campana curvata, forma un flusso di fuoco largo circa 30 cm e può arrivare a una temperatura che oscilla tra i 900 e i 1150 C. L’operatore che effettua il trattamento, a seconda della necessità, ha la possibilità di regolare la potenza della fiamma direttamente dalla cabina. Questa passa da un minimo di 50 kW a un massimo di 150 kW termici. La velocità di lavoro invece, oscilla tra i 3 e i 6 km/h: i tecnici di CS Thermos hanno valutato questa soglia come un buon compromesso tra la velocità di lavoro ed efficienza del trattamento. Il modello è disponibile sia in versione mono che bilaterale, a seconda delle esigenze delle singole aziende.

Una soluzione vantaggiosa

Rispetto alle tecniche tradizionali utilizzate nei vigneti, il pirodiserbo è sicuramente un’alternativa vantaggiosa: infatti non crea danni alle radici e alle viti, evitando così relativi interventi per la sostituzione delle piante danneggiate. La scelta del momento di intervento è a propria discrezione, cioè senza essere vincolati alle condizioni del terreno. Il lavoro attorno ai ceppi e ai pali poi, è più completo, evitando così un ripasso manuale o con il decespugliatore. infine,  la copertura vegetale nel sottofila si mantiene costante, prevenendo così l’erosione del terreno.

Ma quello a biomassa ha una marcia in più: utilizzando una fonte energetica rinnovabile, contribuisce alla riduzione delle emissioni e all’effetto serra e consente un netto risparmio nei costi del combustibile. Inoltre, questo risparmio può essere maggiorato se si utilizza  pellet da legno da vite: l’azienda stessa si può produrre il combustibile, ricavandolo dai residui della potatura.

 

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Risparmiare sulla spesa della bolletta del gas? E’ facile!

Semplici regole e accortezze da seguire per risparmiare in bolletta: scopri i consigli di AIER Impianti

Ovviamente la prima, semplice regola per risparmiare in bolletta è quella di evitare inutili sprechi. Questi, oltre a essere dannosi per il portafoglio, si ripercuoto sull’ambiente. Ma AIER Impianti vi suggerisce una serie di precetti molto semplici e facili da seguire per evitare prezzi folli in bolletta.

Innanzitutto, nelle ore più calde della giornata, quindi quando l’impianto è spento, è bene cambiare l’aria della casa. Consigliamo inoltre di installare un termostato in casa, regolando così la temperatura interna a 18/19°C. E poi gli orari di accensione dovrebbero essere impostati in determinate ore, ad esempio dalle 7 alle 8 del mattino e dalle 18 alle 22 di sera.

Cosa molto importante da fare, per evitare fastidiosi spifferi, è controllare le finestre della casa. Se necessario bisognerà chiamare una ditta per coibentare le pareti esterne e i sottotetti, in modo da ridurre al minimo la dispersione. Inoltre, non bisogna lasciare porte e finestre aperte troppo a lungo: l’aria calda emanata dai radiatori tende ad uscire, lasciando posto a quella fredda, dunque a un consumo maggiore. Restando in tema di radiatori, il nostro consiglio è di non coprirli mai con tende, arredi, rivestimenti o con indumenti bagnati/umidi: una qualsiasi copertura impedirebbe la circolazione naturale dell’aria. Infine, se si ha una stanza inutilizzata, bisogna chiudere la valvola dei radiatori, in modo da non riscaldarla inutilmente.

Arriva l’inverno: meglio giocare d’anticipo!

Quando siamo alle porte della stagione fredda, è molto importante aver fatto controllare e aver eseguito la pulizia dell‘impianto di riscaldamento attraverso personale competente e specializzato. Oltre a essere un obbligo di legge, queste procedure permettono di eliminare eventuali depositi e rendere l’impianto più sicuro (e di risparmiare quasi il 15% del consumo). Inoltre bisogna periodicamente controllare la canna fumaria ed eventualmente pulirla.

Interventi diretti sull’impianto

Se invece si vuole intervenire direttamente sull’impianto della propria abitazione, ci sono diverse misure da poter adottare a seconda delle esigenze. Ad esempio optare per una caldaia più efficiente: consumerà sicuramente meno e permette di alleggerire notevolmente la bolletta del gas.

Oppure si può decidere di sfruttare l’energia del sole per ridurre la spesa nel riscaldamento. Affidandosi a pannelli e collettori solari si ha un’alta resa in termini di produzione di acqua calda e riscaldamento, con un notevole abbassamento in termini monetari. Ma si consiglia di non sostituire del tutto la caldaia a gas: meglio mantenerli entrambi, creando un “lavoro di squadra” che si compensi a vicenda.

Infine, optare per una caldaia a condensazione sfrutta anche il calore dei fumi di scarico. Questo permette di ottenere un rendimento del 30% superiore rispetto a una caldaia classica.

 

Seguendo questa piccola guida, il risparmio è assicurato. Ma per essere sicuri, passa a trovarci e chiedi un preventivo: AIER Impianti ti offre la soluzione migliore al giusto prezzo!

 

fonte: hermann-saunierduval.it

Ambiente e Costituzione: ecco gli articoli soggetti a modifica

Dalla Camera arriva il Sì per inserire la Tutela dell’Ambiente nella Costituzione

 

Nella seduta del 12 ottobre, l’Aula della Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale per inserire il principio di Tutela dell’Ambiente. Il disegno di legge costituzionale, già approvato dal Senato lo scorso 9 giugno, è stato presentato dalla Senatrice Loredana De Petris ed è passato con 412 voti favorevoli, un contrario e 16 astenuti.

Principio di Tutela dell’Ambiente: gli Articoli da modificare

Il testo prevede particolari modifiche agli Articoli 9 e 41 della Costituzione. Infatti, l’Articolo 9 rientra nei dodici Principi fondamentali ed è attualmente costituito da due commi. Attraverso il disegno di legge se ne introdurrebbe un terzo, dove  la Repubblica “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali” ( Titolo III, Rapporti economici).

L’attuale Articolo 41 invece, statuisce che “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. La legge determina programmi e controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Con la riforma approvata dalla Camera, al secondo comma verranno aggiunte le parole salute e ambiente; mentre al terzo la parola ambientali. Il testo riportato sarà dunque: “L’ iniziativa economica privata é libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in mod0 da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

Infine, il principio di Tutela dell’Ambiente inserisce una clausola di salvaguardia, in merito alle competenze legislative riconosciute alle Regioni a statuto speciale e alle Provincie autonome di Trento e Bolzano, dai rispettivi statuti.

Alla luce di quanto sopra riportato dunque, attraverso il disegno di riforma costituzionale si dà un grande rilievo alla tematica ambientale in senso ampio, considerando anche le modifiche apportate all’Articolo 9. Quest’ultimo infatti enuncia che la Repubblica preserverà l’ambiente anche nell’interesse delle future generazioni.

Cosa succederà adesso

Stiamo parlando di modificare la Costituzione, e questo genere d’intervento richiede tempistiche decisamente lunghe. Come anche riportato  dall’Articolo 138, il disegno di legge presentato dalla senatrice De Pretis dovrà nuovamente passare al Senato, per poter poi essere adottato definitivamente.

 

 

 

fonte: nonsoloambiente.it; senato.it

Impianto di riscaldamento, perché è importante il lavaggio?

Eseguire il lavaggio dell’impianto per mantenerlo in ottime condizioni e farlo durare più a lungo: i consigli di AIER snc

Come tutti gli apparecchi, anche l’impianto di riscaldamento ha bisogno della corretta pulizia per garantire ottime prestazioni. Ovviamente, sia nei sistemi tradizionali a radiatori o in quelli più recenti, l’acqua circola in un circuito chiuso e, col passare del tempo, nelle tubazioni si possono trovare depositi di calcare, residui di corrosione dei tupi o scorie di ossidazione.

E’ bene dunque riportare l’impianto nelle sue condizioni ottimali, eseguendo un lavaggio ad alta circolazione con solventi chimici: un intervento efficace e veloce ma che vi permetterà di avere una distribuzione del calore più uniforme e  netti risparmi sui consumi; senza contare poi un minor rischio di guasti e rotture, andando così ad aumentare la durata del vostro impianto.

Quando lavare l’impianto

In particolare, il vostro impianto ha bisogno di un lavaggio se vi accorgete che:

  • alcune stanze rimangono più fredde di altre
  • l’impianto ci mette parecchio tempo per riscaldarsi
  • uno o più radiatori sono freddi nella parte inferiore
  • i radiatori necessitano di uno spurgo frequente
  • la caldaia è rumorosa

Comunque, per andare sul sicuro, questa procedura andrebbe eseguita almeno ogni 10 anni.

Ci sono poi casi in cui il lavaggio risulta obbligatorio. Ad esempio nei casi di ristrutturazione che interessano anche l’impianto o se si sostituisce la caldaia con una più recente. Qui l’intervento è essenziale per mantenere valida la garanzia del prodotto: alcune aziende la potrebbero annullare se non si dimostra di aver eseguito la pulizia dell’impianto prima dell’installazione.

 

Come accennato prima, un buon lavaggio viene eseguito con l’utilizzo di solventi chimici: è bene quindi affidarsi a ditte esperte, onde evitare di maneggiare acidi pericolosi e recare danni all’impianto.

Amianto e Fotovoltaico: nuovi chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Smaltimento Amianto e installazione Fotovoltaico: ecco le nuove linee guida dell’Agenzia

In molti si sono chiesti se è possibile rimuovere e smaltire l’amianto attraverso l’incentivo Superbonus 110%. La risposta è sì: ma bisogna prestare attenzione. Questi interventi, per essere approvati, dovranno risultare strettamente legati alla realizzazione di altri interventi già agevolati dall’incentivo. Come riportato dal testo dell’Agenzia delle Entrate, Risposta n.672 del 6 ottobre 2021, il tecnico incaricato avrà l’obbligo di attestare l’effettivo svolgimento del lavoro e la congruenza di determinati requisiti. Infine dovrà verificare la conformità elle spese sostenute inerenti la realizzazione degli interventi agevolati.

Inoltre, questo testo dell’Agenzia vuole rispondere ad alcuni dubbi posti dai contribuenti. In particolare chiarisce determinati aspetti riguardanti il Superbonus 110% relativi a:

  • sostituzione dell’amianto;
  • installazione di impianti fotovoltaici;
  • sistemi building automation;
  • sostituzioni di vecchi generatori con nuove versioni ibride.

Fotovoltaico e Building Automation

In riferimento ai pannelli fotovoltaici, la loro installazione è stata prorogata fino al 30 giugno 2022. Invece, se si sostituisce un vecchio generatore a condensazione con uno nuovo, il contribuente potrà beneficiare sia della detrazione del 65% (in riferimento all’Ecobonus) sul vecchio, in più fruire del Bonus 110% sul nuovo generatore.

Inoltre, per quanto riguarda i sistemi di Building Automation ( per l’automazione e la regolazione intelligente, che permettono il controllo e la resa automatica di alcune operazioni all’interno dell’edificio), il decreto requisiti ha previsto la gestione automatica personalizzata di riscaldamento o di produzione di acqua calda sanitaria, oppure di climatizzazione estiva in maniera idonea per mostrare, attraverso i canali multimediali, i consumi energetici e le loro prestazioni.

La misurazione di quest’ultimi può avvenire anche in maniera indiretta, utilizzando i dati di altri sistemi di misurazione installati nell’impianto, purché funzionanti. Si ha poi la possibilità di visionare il funzionamento delle correnti e le temperature di regolazione degli impianti. Infine, permettono di controllare l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli stessi anche da remoto.

fonte: qualenergia.it; agenziadelleentrate.gov.it; 

Controllare i termosifoni: cosa fare prima dell’accensione

Le temperature rigide incombono: meglio non farsi cogliere impreparati e controllare in tempo i termosifoni!

Piano Piano stiamo entrando nell’autunno: le giornate si fanno sempre più corte e le temperature si abbassano. Per ritrovare il giusto tepore, riattiveremo i nostri termosifoni. Ma attenzione, non dimenticarti di controllarli prima di accenderli! E’ sempre bene eseguire un check-up dell’impianto, in modo da farlo funzionare al meglio e godersi l’inverno nel caldo domestico.

Il giusto controllo prima dell’accensione

Sicuramente, una prima cosa da fare prima di riattivare il riscaldamento domestico è sfiatare i termosifoni: così facendo si eliminano eventuali bolle d’ari venutesi a formare durante l’estate. Ovviamente, lo sfiato va effettuato con il radiatore spento: si gira la manopola e si fa uscire l’aria presente fino all’acqua di ricircolo. Quando il flusso di quest’ultima sarà costante, si potrà richiudere la valvola.

Una volta spurgati, i termosifoni vanno puliti, attraverso un’apposita spazzola, da acari e polvere. Questo è un passaggio da non trascurare: lo sporco accumulato porterebbe a una riduzione della potenza dei caloriferi quasi dell 20%, con un conseguente aumento dei consumi.

Fatte queste semplici operazioni, possiamo finalmente accendere i nostri caloriferi, stando però attenti a monitorare il loro corretto funzionamento. E’ infatti bene fare molta attenzione a possibili segnali di allarme, che potrebbero indicare dei malfunzionamenti. Per esempio, se un termosifone non scalda bene e non in maniera uniforme, oppure se emette dei rumori alquanto fastidiosi o se addirittura perde acqua è bene spegnerli e chiamare subito un tecnico per un controllo più accurato.