Freddo e riscaldamento: il Pellet rimane sempre più conveniente

Nonostante gli aumenti il riscaldamento a biomassa rimane la scelta più conveniente

 

L’Europa sta attraversando una crisi senza precedenti, che sta investendo anche il settore dei biocombustibili legnosi. Negli ultimi mesi si è registrato un aumento significativo delle vendite di stufe e camini, segno che le famiglie stanno correndo ai ripari per affrontare la paura del caro-bollette. Ma di pari passo si sono registrati vertiginosi aumenti del prezzo del pellet e della legna.

Come spiega Annaliza Paniz, direttrice generale di AIEL, ai microfoni dei Degiornalist: “Nonostante il raddoppio del costo del Pellet, questo risulta comunque con una convenienza del 30% rispetto al gas naturale. Ormai il suo prezzo, seppur caro rispetto agli altri anni, si è assestato e possiamo fare una stima del costo del nostro riscaldamento. Il prezzo del gas invece, lo potremmo scoprire solamente durante la Stagione Termica”. 

Ecco dunque l’importanza di pianificare l’acquisto della biomassa, chiedendo magari consiglio ai rivenditori di fiducia, senza però farsi trascinare dalla paura di rimanere al freddo: il pellet ci sarà anche durante l’inverno.

Una manovra a sostegno delle famiglie

Con le elezioni alle porte, Annalisa Paniz lancia un appello ai politici:” Sarebbe di grande sollievo alle famiglie italiane poter abbassare l’iva del pellet dal 22 al 10%, come per il cippato e la legna. Inoltre, questa situazione di crisi si potrebbe trasformare in una grande opportunità di sviluppo per il settore agroforestale: il nostro paese avrebbe un enorme potenziale grazie alle zone boschive che purtroppo ora sono abbandonate”. 

 

 

Fonte: radionumberone.it; 

Scaldarsi col fuoco? Attenzione alle multe

Stufe e camini: il potere del fuoco contro il caro-energia, ma occhio alle normative regionali

Vista la situazione attuale, molte famiglie stanno correndo ai ripari per trovare fonti di riscaldamento alternative, che non vadano così a incidere sulla bolletta domestica. Ed ecco che nelle case si spolverano vecchie stufe e camini aperti dimenticati o trasformati in complementi d’arredo. Ma state attenti! In alcune regioni d’Italia è vietato l’utilizzo di questi apparecchi, con il rischio di ricevere multe salate, che possono arrivare anche a 5 mila euro.

Divieti ed incentivi: l’importanza delle Stelle

Per migliorare la qualità dell’aria, in Piemonte è stato introdotto un pacchetto di misure anti-inquinamento, attraverso la norma DGR 29-7538.

Dal 1° ottobre 2018 è entrato in vigore il divieto di installazione di generatori di calore alimentati a biomassa con potenza nominale inferiore a 35kW e classe energetica inferiore alle 3 stelle. Dal 1° ottobre 2019 poi, il divieto è stato ampliato a generatori con classe sotto le 4 stelle. Sempre nello stesso anno, è stato vietato l’utilizzo di generatori di calore con classe  inferiore alle 3 stelle. In altre parole, quelle stufe e quei camini che avete rimesso a regime per risparmiare in bolletta rischiano di farvi spendere ancora di più!  Ovviamente, in parallelo  sono stati promossi diversi incentivi per rottamare il vecchio generatore e sostituirlo con uno nuovo di classe 4 e 5 stelle, che permettono il quasi totale recupero della cifra spesa: il Conto Termico e il Bonus Piemonte.

Un modo questo per creare un turn over tecnologico, andando così a garantire prestazioni ottimali dei generatori e abbassando notevolmente i livelli di CO2 nell’aria.

Nuove stufe  e camini per affrontare l’inverno

Nessuno però poteva immaginarsi un’impennata così drastica legata al riscaldamento, e con il freddo alle porte, tutti stanno correndo ai ripari come meglio possono. Ricordiamo che gli incentivi per la rottamazione del vecchio generatore sono ancora attive, e permettono l’acquisto di stufe e inserti sia a legna che a pellet, oltre a nocciolino e cippato. All’inizio questa potrebbe apparire come una spesa abbastanza dispendiosa, ma vi eviterà brutte sorprese nel pieno dell’inverno, senza contare il grande contributo silenzioso che darete alla natura e al vero risparmio in termini economici.

La filiera legno-energia per un’economia wood-based

La potenza del legno contro la povertà energetica

Per il suo 36% l’Italia è ricoperta da boschi: un’estensione di 11 milioni di ettari, che vede ogni anno prelevato dal 18 al 34% di legname dell’accrescimento annuale. Numeri questi, che dimostrano come le foreste italiane siano molto lontane da una reale condizione di sovra-sfruttamento. Al contrario: anche senza bisogno di cifre e statistiche, possiamo renderci conto di come siano in stato di abbandono cronico. Gestire i boschi in maniera attiva diventa pertanto fondamentale: un accumulo incontrollato della biomassa porterebbe a infestazioni parassitarie e a un aumento degli incendi forestali.

A questa situazione, si aggiunte il vertiginoso aumento dei prezzi del gas:  diventa così importante promuovere e valorizzare l’utilizzo della biomassa per la produzione di energia. Oltre a far acquisire un valore economico agli assortimenti legnosi sparsi sul territorio nazionale, la C02 prodotta dalla combustione del legno è pari a quella che gli alberi assimilano dall’atmosfera nel corso della loro crescita.

Ovviamente, per garantire un uso efficiente, è bene rispettare l’utilizzo a cascata del legno: impiegando cioè questa risorsa in più fasi, partendo dal materiale da costruzione per passare alla produzione di energia. In questo modo, solamente i residui dell’industria del legno o il materiale di bassa qualità sarà utilizzato ai fini energetici.

Come spiega Annalisa Paliz, direttrice generale di AIEL: “ La valorizzazione dell’energia rinnovabile dal legno, tramite lo sviluppo di filiere locali per la produzione di biocombustibili come legna da ardere, cippato e pellet, è fondamentale per evitare che tante famiglie ed imprese cadano in una condizione di povertà energetica”. Migliorando la risorsa forestale, si potrà contribuire enormemente a ridurre le importazioni, assicurando l’autosufficienza, garantendo resilienza e sussistenza di catene di fornitura nazionali.

Un aiuto concreto alle famiglie arriva anche dagli incentivi statali e regionali per la sostituzione del vecchio generatore con uno nuovo alimentato a biomassa: oltre che aumentare l’efficienza energetica con un netto calo nella bolletta, si andrà ad alimentare e sostenere la filiera del legno. Ed è per questo che noi di AIER Impianti offriamo a tutti i nostri clienti prodotti che rispettano la certificazione cinque stelle e sono alimentati a biomassa, andando così ad incrementare l’economia wood-based del nostro paese.

 

 

 

 

Voler bene alla Terra partendo dalle stufe

Scaldarsi con le energie rinnovabili: voler bene a se stessi e al Pianeta

Negli ultimi sei anni, le famiglie italiane hanno consumato circa 11 milioni di tonnellate di legna, 3 milioni di pellet e 1 milione di cippato. E oggi, con l’incremento dei prezzi energetici causati dal conflitto in Ucraina, hanno portato i consumatori a scoprire e ri-scoprire energie alternative ai carburanti fossili. La corsa alla biomassa non è mai stata così sentita, accendendo nuovamente i riflettori sul nostro patrimonio agroforestale. “Le nostre foreste occupano il 36% del nostro suolo” afferma Annalisa Paniz, direttrice dell‘AIEL “sono notevolmente cresciute negli ultimi 50 anni, ma molte versano in condizioni di totale abbandono. Nonostante offra risorse preziose, il nostro patrimonio boschivo è sottosfruttato”.

In questo contesto infatti, la legna occupa di fatto il secondo posto come fonte di riscaldamento in Italia (subito seguita dal pellet), registrando un’impennata soprattutto nell’ultimo periodo. Il problema però si focalizza adesso sui generatori utilizzati: il 66% di questi ha più di dieci anni, il 19% va dai 5 ai 10. Solamente il 5% ha meno di 5 anni. La “stufa dei nonni”, ritornata in funzione dopo anni per alleggerire la bolletta, ha il difetto di rilasciare nell’aria abbondanti emissioni di polveri sottili.

Rottamare per migliorare: il grande contributo degli incentivi per il riscaldamento

Ora come non mai è importante conoscere ed usufruire degli incentivi per la sostituzione di un vecchio generatore con uno nuovo di classe 5 stelle. Solamente in questo modo si potrà affrontare l’inverno al caldo ma senza dar fondo ai risparmi e, soprattutto, senza danneggiare ulteriormente il nostro Pianeta. Il consiglio che noi di AIER Impianti vogliamo darvi è di consultare gli esperti del settore e approfittare degli incentivi per contribuire al ricambio attraverso la rottamazione: solo così non rischierete di patire il freddo, contribuendo alla riduzione dell’impatto della combustione della legna da ardere e del pellet sulla qualità dell’aria.

Vogliamo infine rivolgere un appello a chi utilizza la legna da ardere: sia che utilizzate un vecchio generatore che uno nuovo, una scorretta conduzione può causare ingenti danni alla macchina e all’ambiente. Nel vostro precedente articolo avevamo illustrato i 10 passi per un’aria pulita e un calore sostenibile. Purtroppo, se si omettono queste piccole ma fondamentali accortezze, si può causare un incremento delle emissione anche 10 volte superiore rispetto ad un corretto utilizzo.

 

fonte: teatronaturale.it

 

 

Parlare con la stufa? Da oggi puoi…e non è mai stato così semplice!

La tua stufa direttamente sul tuo smartphone: scaldati con un dito

Quante volte vi siete ritrovati a rientrare in una casa fredda perché vi siete dimenticati di impostare la stufa? Da oggi non è più un problema, basta parlare direttamente con la stufa!

Scarica l’App 5.0 Palazzetti per connetterti subito con il tuo prodotto Palazzetti: basta utilizzare un indirizzo mail, impostare una password personale e il gioco è fatto! Potrai gestire la tua stufa in ogni momento, ovunque tu sia. Con un’interfaccia semplice ed intuitiva, l’App Palazzetti permette di gestire tutte le funzionalità delle stufe, dall’accensione allo spegnimento, dall’impostazione della temperatura alle fasce orarie per garantirti sempre il miglior comfort possibile.

L’applicazione ha la possibilità di funzionare sia con connessione internet, che senza: in quest’ultimo caso lo smartphone si trasforma in un telecomando evoluto, permettendoti di gestire la tua stufa da ogni angolo della casa.

Non solo Pellet: la connettività passa anche dalla legna

Oltre che con le stufe alimentate a pellet, l’App Palazzetti può essere utilizzata anche per la gestione della gamma a legna. Grazie a questa tecnologia potrai aprire e chiudere la portina dell’Ecomonoblocco, accendere e spegnere i led delle bocchette. Inoltre potrai gestire e regolare la potenza della fiamma e la velocità del ventilatore.

Quest’applicazione è già presente in tutte le stufe Palazzetti di nuova generazione: ma basta acquistare la Connection Box per collegare anche la tua vecchia stufa! Vuoi saperne di più? Vieni a trovarci presso i nostri uffici, siamo rivenditori autorizzati!

Bolletta del gas troppo cara? Scegli il Pellet e risparmia!

E’ il momento di passare alla biomassa: una soluzione vantaggiosa per la bolletta e sostenibile per il Pianeta

Il tanto temuto caro bollette è arrivato: i rincari del gas, dovuti anche alla guerra che ha colpito l’Europa, stanno spaventando migliaia di consumatori.

Ecco che AIER Impianti ha trovato per voi la soluzione! Una valida alternativa all’uso del gas è infatti la biomassa. Scegliendo di scaldarsi tramite stufe o caldaie a pellet si possono ottenere benefici tangibili, sia in termini di risparmio economico che di inquinamento ambientale. Basti pensare che, attraverso questo metodo di riscaldamento, la bolletta si abbasserà del 30% rispetto al gas o al  gasolio.

Soluzioni per tutti: dalla caldaia alla stufa

Le caldaie a biomassa, offrono una valida soluzione per scaldare l’acqua che andrà poi a riscaldare gli ambienti domestici. Questi impianti, oltre che sfruttare la potenza delle energie rinnovabili, garantiscono un consumo di circa il 25-30% in meno rispetto a una caldaia a condensazione.

Se si vuole ricorrere invece a una stufa a pellet, un’ottima alternativa è quella di sceglierla canalizzata: ovvero dotate di una o più uscite d’aria che si possono convogliare verso altre stanze. Un’ottima soluzione per riscaldare più ambienti attraverso un unico, discreto generatore. Scegliendo la stufa canalizzata, si adotta un impianto di riscaldamento alternativo, che sfrutta il potere calorifico del pellet, portando aria calda in più stanze della casa.

Occhio agli incentivi!

Se si vuole cambiare il proprio metodo di riscaldamento per un risparmio in bolletta, questo è il momento giusto! E’ ancora attivo l’incentivo Conto Termico, attraverso il quale il GSE rimborsa fino al 65% della spesa sostenuta per gli interventi di riqualificazione energetica. E inoltre, se residenti in Piemonte, attraverso il Bonus della Regione, si arriva a recuperare 1.500€ per le stufe e 3.000€ per le caldaie.

E se le pratiche vi spaventano, nessun problema! Noi pensiamo a tutto: dall’installazione all’inoltro delle domande. Voi dovrete solamente godervi il vostro nuovo riscaldamento senza doversi più preoccupare della bolletta!

Hai una vecchia stufa o caldaia da buttare? Affidati ad AIER Impianti!

In casa hai un generatore di calore obsoleto (stufa, caminetto o caldaia) che vorresti buttare? Tranquillo, ci pensa Aier!

Molto spesso, i generatori di calore che alimentano le nostre abitazioni sono obsoleti: le nostre stufe bruciano e consumano più del necessario, senza contare che le loro emissioni vanno ad incrementare la quantità di polveri presenti nell’aria, contribuendo all’emergenza smog delle nostre città. Per combattere questo inquinamento, nel nostro paese è in atto lo strumento del Conto Termico: una soluzione che permette a tutti i cittadini di incrementare la propria efficienza energetica, andando a sostituire il vecchio generatore con uno nuovo alimentato a biomassa. Questo incentivo ti permette di risparmiare fino al 65%, venendo poi erogato direttamente sul conto corrente.

La rottamazione: essenziale per te e per gli altri

Ma per accedere a questo incentivo bisogna obbligatoriamente rottamare la vecchia stufa o caldaia. Ed è qui che entriamo in gioco noi di AIER Impianti. Con noi scegli la tua nuova stufa tra una vasta gamma di prodotti incentivati Made in Italy, durante l’installazione ritireremo il tuo vecchio generatore e procederemo allo smaltimento corretto. Infatti, con l’introduzione dell’art.3 del Dlgs 151/2005, le vecchie care stufe sono da considerarsi come Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Pertanto, dovranno essere raccolti e trattati secondo precise e severe regole. A garantirti questo ci pensiamo noi, procedendo al ritiro e al rilascio del Formulario Rifiuti correttamente convalidato e vidimato, da conservare assieme alla documentazione riguardante l’incentivo. Tu dovrai solo accomodarti e goderti il calore della tua nuova stufa!

 

 

Novità 2022: st0p alle autodichiarazioni per la legna da ardere

Nuovi requisiti della legna da ardere: per accedere agli incentivi stop alle autodichiarazioni

Spesso, chi ha il riscaldamento a legna si produce da sé il biocombustibile: bastava un’autocertificazione per bruciare la propria legna. Ma ci sono importanti novità, da seguire con attenzione

Il 30 novembre scorso, il nostro paese ha concluso il recepimento della Direttiva Europea Energie Rinnovabili, meglio nota come RED II. In questo modo ha risolto la messa in mora dell’Italia da parte della Commissione Europea per inadempienza. Come si evince nel testo del D. lgs 199/2021, sono stati chiariti gli strumenti, i meccanismi e gli incentivi, nonché  il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, indispensabili per il raggiungere gli obiettivi di incremento della quota di energia proveniente da fonte rinnovabile.

La RED II introduce criteri di sostenibilità che interessano i combustibili solidi da biomassa, destinati a impianti di potenza termica uguale o superiore ai 20 MW, oppure ai 2 MW per impianti che utilizzano combustibili gassosi da biomassa. Sono inoltre previsti dei criteri che coinvolgono tutti gli impianti di produzione di energia termica da fonti rinnovabili soggetti ad incentivi.

Vediamo più nel dettaglio

Nel suo testo, il Decreto identifica come incentivabili solamente impianti e apparecchi alimentati con legna da ardere, per cui siano soddisfatti determinati requisiti:

  • le caldaie a legna con potenza termica nominale inferiore ai 500 kW, necessitano di legna da ardere di qualità uguale o migliore rispetto a quella indicata nell’omologazione. Pertanto, la sua qualità dovrà essere certificata da un organismo di certificazione accreditato, secondo la norma ISO/IEC 17065;
  • parlando di stufe a legna, il combustibile utilizzato dovrà essere sempre certificato da un organismo di certificazione accreditato secondo la norma precedente. Nonostante  la prescrizione della norma all’utilizzo di combustibile di qualità A1, un refuso nel testo normativo porterebbe a difficoltà interpretative e applicative. Eventualmente, futuri decreti attuativi porteranno a sanare questa incongruenza, con una conseguente chiarezza per i consumatori;
  • nel caso dei termo-camini, la legna da utilizzare dovrà essere certificata secondo la norma UNI EN ISO 17225-5. Questa però, omette di specificare una classe minima di quantità, rendendo poco chiaro eventuali obblighi di accreditamento dell’organismo di certificazione.

Infine, ricordiamo che, per caldaie e stufe sotto i 500 kWt, è obbligatorio indicare nella documentazione d’acquisto della legna da ardere sia la classe di qualità, che il codice di identificazione rilasciato dall’organismo di certificazione accreditato dal produttore.

Un nuovo modo di bruciare

Insomma, nonostante alcune lacune del testo, la nuova normativa da un sonoro stop alle autodichiarazioni relative alla classe di qualità della legna da ardere. Non verranno altresì accettate analisi di laboratorio disposte autonomamente dalle aziende di produzione e distribuzione, né analisi effettuate da laboratori non accreditati o accreditati in modo parziale, rispetto alle metodologie previste dalla norma ISO 17225-5. La RED II rende dunque necessaria una certificazione completa della legna da ardere, come ad esempio BiomassPlus®. Un modo per tracciare la provenienza del materiale, partendo dal produttore per arrivare all’utente finale. Inoltre, grazie alla certificazione, si accerta la legalità del processo e la sostenibilità della filiera.

Il legno: un calore rinnovabile e sostenibile

Dal bosco al camino: tutti i vantaggi del calore rinnovabile grazie alla legna

Sicuramente, la legna è la fonte di riscaldamento più antica al mondo. Ma scaldarsi con la legna vuol dire anche fare una scelta responsabile, nel pieno rispetto dell’ambiente. “L’uso corretto della biomassa legnosa- – sottolinea AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali garantisce enormi benefici per la crescita delle filiere corte locali e costituisce la principale fonte energetica rinnovabile”. Il legname è infatti una fonte energetica carbon-neutral, alleata essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea.

Ma, oltre a portare benefici in termici di conversione green dell’economia, la legna ha un altro fondamentale vantaggio: come accennato prima, il suo impiego crea valore aggiunto e porta occupazione, potenziando il potere di acquisto delle comunità montane. Tutte le imprese coinvolte in questa filiera dalla foresta alla casa, sono un’entità essenziale del made in Italy: 14 mila imprese con oltre 72mila impiegati producono un fatturato complessivo che supera i 4 miliardi di euro.

la legna promotrice di bioeconomia

Altro aspetto da non trascurare è la possibilità di creare processi virtuosi di bioeconomia circolare, adottando il principio dell’utilizzo a cascata del materiale forestale. In altre parole, per produrre i biocombustibili da bruciare si utilizzano grandi quantità di materiale di scarto, come ad esempio la segatura ed altri residui legnosi che si sarebbero dovuti smaltire.

Può sembrare una contraddizione, ma l’utilizzo del legno contribuisce a salvaguardare e tutelare i boschi e le foreste della nostra penisola. Questi ambienti, gestiti in base a criteri di sostenibilità, diventano più sani, contribuendo così alla protezione del clima. Basti pensare che una corretta e sostenibile  gestione forestale, può portare un bosco ad assorbire la quantità massima di CO2 presente in atmosfera e riduce il materiale in decomposizione sul suolo.

10 passi per un’aria più pulita  e un calore sostenibile

Con dieci semplici regole ci potremmo scaldare grazie alla legna e contribuire a un’aria più pulita. Piccoli accorgimenti quotidiani permetteranno di ridurre le emissioni di polveri sottili nell’aria.

  1. Il fuoco è meglio accenderlo sempre dall’alto: in caso di difficoltà, ci possiamo far aiutare da accendi-fuoco o piccoli pezzi di legna secca;
  2. se la fiamma si accende e spegne ripetutamente, si producono molti inquinanti: è opportuno gestire il processo di combustione nella maniera più stabile possibile;
  3. è bene regolare la giusta quantità di aria;
  4. anche per una questione di sicurezza, lo sportello della camera di combustione deve essere sempre chiuso;
  5. nel caso di una stufa, è bene collocarla vicino a una parete interna oppure, dove non possibile, in mezzo al locale da riscaldare;
  6. bisogna bruciare sempre legna vergine e non trattata. E’ sbagliato e soprattutto dannoso per la salute bruciare cassette della frutta, giornali, cartoni, tetra-pack o pezzi di mobili. Anche se non sempre visibili, tutti questi prodotti potrebbero contenere vernici o coloranti che, attraverso la combustione, rilasciano sostanze molto pericolose.
  7. affidarsi a rivenditori locali, facendo attenzione ad utilizzare ciocchi di piccole dimensioni;
  8. se si ha lo spazio per conservare la legna, è meglio posizionare la catasta in un luogo aperto almeno su tre lati e farla seccare per almeno due anni prima di utilizzarla. In questo modo si ridurrà notevolmente il contenuto idrico presente all’interno dei ceppi;
  9. è importante monitorare il fumo che fuoriesce dal camino. Se dopo un quarto d’ora dall’accensione non è diventato invisibile, ma è rimasto scuro e denso, vuol dire che la combustione non è avvenuta in maniera corretta;
  10. Se l’apparecchio ha più di dieci anni, sarebbe una buona cosa rottamarlo e sostituirlo con uno più moderno. Incentivi e agevolazioni permettono questo ammodernamento, agevolando il cliente e migliorando la qualità dell’aria.

fonte: ecofuturo.eu; aielenergia.it

Riscaldarsi col Pellet: calore economico a tutela dell’ambiente

Il nuovo report sul Pellet, prezzi fissi e consumi in crescita

E’ stato pubblicato il nuovo report statistico 2021 sulla produzione e consumo di pellet in Europa e non. Con uno sguardo approfondito, si esaminano i dati registrati sul mercato degli apparecchi di riscaldamento e la spinta che c’è dietro l’evoluzione del prezzo del mercato del pellet. E si può vedere come questo combustibile si confermi una soluzione sostenibile, contribuendo agli obiettivi climatici ed energetici fissati dall’Unione Europea. Come riporta Bioenergy Europe, la produzione di questa risorsa sostiene lo sviluppo di economie regionali, andando dunque a creare posto di lavoro locali.

Il pellet si è dimostrato un combustibile dal prezzo decisamente basso e stabile nel tempo, rispetto invece alle alternative come il gasolio, gas o carb

 

one. Sicuramente, risulta essere una scelta ottimale per contrastare la povertà energetica che il nostro pianeta sta ormai vivendo da diversi anni. Come si evince dal documento, la produzione globale di pellet è in costante crescita: si registra infatti un aumento annuo del 5% tra il 2019 e il 2020. L’Unione Europea ha poi registrato una crescita del 4%, raggiungendo così una produzione di 18,1 milioni di tonnellate. Da questi dati si può constatare come il vecchio continente si confermi l’area di maggiore produzione mondiale, seguita subito dopo dal Canada.

Rivolgendo uno sguardo sui consumi, rispetto al 2019 l’utilizzo del pellet è aumentato del 7%. Il settore industriale rappresenta oggi il 61% del consumo, mentre il segmento residenziale richiede il 31%. Solamente l’8% è indirizzato all’uso commerciale. All’interno dell’Europa, il produttore indiscusso di pellet si conferma la Germania, ma si rileva un incremento anche in Repubblica Ceca (+21,5%). L’Italia invece si ferma al secondo posto nel consumo, con quasi 3,4 mln di tonnellate utilizzate nel 2020.

Il Pellet durante il Covid-19

Anche durante il periodo della Pandemia da Covid-19, in Europa il settore del pellet ha dimostrato una grande resilienza, senza registrare significative battute d’arresto. Ovviamente, un rallentamento c’è stato: con i lokdown imposti nei vari paesi, le  attività delle segherie si sono fermate, e si è registrata una diminuzione della disponibilità della materia prima. Dall’altra parte però, fattori esterni hanno aumentato la disponibilità della materia prima e livellato il prezzo. E poi la recente impennata dei prezzi di luce e gas ha riportato l’attenzione sulla bioenergia: un’opzione pronta e conveniente per decarbonizzare i vari settori in modo economico.

Difatti, il prezzo del pellet è rimasto invariato negli ultimi anni, rendendolo pertanto una delle soluzioni più adatte per affrontare quest’elevata dipendenza energetica del vecchio continente. Su questa analisi, Bioenergy Europe ha voluto porre l’attenzione su alcune raccomandazioni:

  • E’ essenziale avere un quadro politico stabile per poter dare una prospettiva a lungo termine alle aziende, in modo da investire nella produzione e nell’uso del pellet, contribuendo ad aumentare gli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • Utilizzare il Social Climate Fund darà la possibilità ai cittadini di passare agli apparecchi a pellet, più moderni ed efficienti, contribuendo a limitare le emissioni di inquinanti atmosferici e proteggendo i consumatori più vulnerabili dalla povertà energetica;
  • vietare progressivamente i combustibili fossili per il riscaldamento è una politica efficacie da prendere in considerazione per una rapida transizione energetica.

 

fonte: bioenergyeurope.org; qualenergia.it;