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Scaldarsi col fuoco? Attenzione alle multe

Stufe e camini: il potere del fuoco contro il caro-energia, ma occhio alle normative regionali

Vista la situazione attuale, molte famiglie stanno correndo ai ripari per trovare fonti di riscaldamento alternative, che non vadano così a incidere sulla bolletta domestica. Ed ecco che nelle case si spolverano vecchie stufe e camini aperti dimenticati o trasformati in complementi d’arredo. Ma state attenti! In alcune regioni d’Italia è vietato l’utilizzo di questi apparecchi, con il rischio di ricevere multe salate, che possono arrivare anche a 5 mila euro.

Divieti ed incentivi: l’importanza delle Stelle

Per migliorare la qualità dell’aria, in Piemonte è stato introdotto un pacchetto di misure anti-inquinamento, attraverso la norma DGR 29-7538.

Dal 1° ottobre 2018 è entrato in vigore il divieto di installazione di generatori di calore alimentati a biomassa con potenza nominale inferiore a 35kW e classe energetica inferiore alle 3 stelle. Dal 1° ottobre 2019 poi, il divieto è stato ampliato a generatori con classe sotto le 4 stelle. Sempre nello stesso anno, è stato vietato l’utilizzo di generatori di calore con classe  inferiore alle 3 stelle. In altre parole, quelle stufe e quei camini che avete rimesso a regime per risparmiare in bolletta rischiano di farvi spendere ancora di più!  Ovviamente, in parallelo  sono stati promossi diversi incentivi per rottamare il vecchio generatore e sostituirlo con uno nuovo di classe 4 e 5 stelle, che permettono il quasi totale recupero della cifra spesa: il Conto Termico e il Bonus Piemonte.

Un modo questo per creare un turn over tecnologico, andando così a garantire prestazioni ottimali dei generatori e abbassando notevolmente i livelli di CO2 nell’aria.

Nuove stufe  e camini per affrontare l’inverno

Nessuno però poteva immaginarsi un’impennata così drastica legata al riscaldamento, e con il freddo alle porte, tutti stanno correndo ai ripari come meglio possono. Ricordiamo che gli incentivi per la rottamazione del vecchio generatore sono ancora attive, e permettono l’acquisto di stufe e inserti sia a legna che a pellet, oltre a nocciolino e cippato. All’inizio questa potrebbe apparire come una spesa abbastanza dispendiosa, ma vi eviterà brutte sorprese nel pieno dell’inverno, senza contare il grande contributo silenzioso che darete alla natura e al vero risparmio in termini economici.

Energia rinnovabile: è arrivato il Bonus per le Batterie di Accumulo

Credito d’imposta per le batterie di accumulo: un aiuto all’energia autoprodotta

Mai come in questo periodo si è capita l’importanza dell’energia generata da fonti rinnovabili, in particolare quella proveniente dagli impianti fotovoltaici. Grazie anche al Superbonus 110%, nel 2022 siamo arrivati ad avere 1.087.190 impianti attivi, con una capacità cumulata di 23,57 GW.

Ma molti di questi impianti non sono muniti di batterie di accumulo, ovvero non hanno la capacità di immagazzinare l’energia prodotta e non autoconsumata, rendendola così disponibile anche quando l’impianto è “a riposo”. Ed è per questo che il Ministero Economia e Finanze ha introdotto il Bonus Accumulo Energia Rinnovabile, pubblicato dalle legge di Bilancio 2022 e disciplinato dal nuovo decreto 6 maggio 2022.

In particolare, all’art 812, comma 1:

Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, ai contribuenti è riconosciuto,
nel limite massimo complessivo di 3 milioni di euro per l’anno 2022, un credito
d’imposta per le spese documentate relative all’installazione di sistemi di
accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti
rinnovabili, anche se già esistenti e beneficiari degli incentivi per lo scambio sul
posto di cui all’articolo 25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. Con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità attuative per
l’accesso al beneficio di cui al presente comma e per il suo recupero in caso di
illegittimo utilizzo, nonché le ulteriori disposizioni ai fini del contenimento della
spesa complessiva entro i limiti di cui al presente comma.

Partecipazione e inoltro della domanda

La detrazione fiscale è riservata alle persone fisiche che tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di quest’anno sostengono spese documentate per l’installazione di sistemi di accumulo dell’energia, collegati a impianti di produzione dell’elettricità alimentati da fonti rinnovabili, già funzionanti e incentivati. Gli interessati dovranno inviare un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, seguendo le indicazioni fornite: nella domanda sarà necessario indicare l’importo della spesa agevolabile sostenuta.

Questo bonus, sarà utilizzabile esclusivamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo nel corso del quale sono sostenute le spese agevolabili: nell’eventualità che parte del credito non venga utilizzato, questo potrà essere riportato ai periodi d’imposta successivi.

Comunque il Bonus Accumulo prevede un limite massimo di spesa, fissato a 3 milioni di euro per l’anno2022. Una volta esaminate tutte le richieste pervenute, l’Agenzia delle entrate determinerà la percentuale della spesa riconosciuta, sulla base del rapporto tra l’ammontare complessivo stanziato nella legge di bilancio e la somma di tutte le spese agevolabili indicate nelle domande.

Il pensiero degli esperti

Questa misura è stata ben accolta dagli operatori del settore: come spiegato da Vito Zongoli, Managing Director di SENEC: “tutte le misure che sono orientate verso l’efficientamento energetico e il rispetto dell’ambiente vanno a rinforzare il comparto delle energie rinnovabili del “sistema Italia”, rendendo così imprescindibili gli obiettivi dell’Unione Europea in termini di sostenibilità e autosufficienza energetica. In particolare” conclude Zongoli ” questa detrazione in particolare si rivolge a chi non ha beneficiato del Superbonus, rappresentando dunque un vantaggio per tutti”. 

 

 

Fonti: repubblica.it; rinnovabili.it; BibLus-net; fiscooggi.it; 

Bando Parco Agrisolare: via libera dall’Europa

Pubblicate le linee guida per accedere al bando: scopri come ridurre le bollette!

E’ notizia fresca di stampa quella relativa all’approvazione della Commissione europea per lo stanziamento di  1,2 miliardi di euro a favore del Bando Parco Agrisolare. Questa misura vuole favorire l’installazione di  impianti fotovoltaici nel settore agricolo, attraverso sovvenzioni dirette fino al 90% dei costi di investimento ammessi.

Non sono ancora state emesse le tempistiche di presentazione delle domande di contributo, ma il bando durerà fino al 30 giugno 2026: l’obiettivo è sostenere le imprese agricole, agroalimentari e agroindustriali nell’uso delle energie rinnovabili,  migliorando la competitività del settore e portando enormi benefici al clima.

Il nuovo bando: ecco i dettagli

Il bando prevede un contributo a fondo perduto, calcolato in percentuale sulle spese ammesse e differenziato in base alla tipologia di intervento e alla zona in cui si trova l’impresa, per interventi volti alla realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende, con potenza di picco non inferiore a 6kWp e non superiore a 500kWp.

Inoltre, i richiedenti possono usufruire del bando per eseguire ulteriori interventi di riqualificazione, al fine di migliorare l’efficienza energetica delle strutture. Si potrà dunque:

  • rimuovere e smaltire l’amianto dai tetti;
  • realizzare l’isolamento termico;
  • inserire un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto;

Questi aiuti sono concessi nella misura del:

  • 50% delle spese ammesse per le imprese situate in regioni meno sviluppate (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia)
  • 40% delle spese ammesse per le imprese situate nelle altre regioni d’Italia.

Inoltre, la Commissione ha previsto una maggiorazione del 20% per:

  • i giovani agricoltori o gli agricoltori insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto;
  • gli investimenti collettivi;
  • gli investimenti in zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli specifici.

Quali spese finanzia l’incentivo?

L’incentivo andrà a coprire le spese per la realizzazione degli impianti fino a un limite massimo di 1.500€/kWp e fino ad ulteriori 1.000,00€/kWh ove siano installati anche sistemi di accumulo. Dove poi si decide di installare colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, verrà riconosciuta una spesa fino a un limite massimo ammissione pari a 1.00,00€/kW.

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto e l’esecuzione degli interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico, la spesa massima ammissione per singolo progetto è pari a 750.000,00 €, nel limite massimo di 1.000,00 € per ogni singolo beneficiario.

Nel finanziamento rientrano solamente impianti realizzati con componenti di nuova costruzione, ma non necessariamente installati sulle stesse coperture dove si opera la bonifica dall’amianto: anzi, quest’ultima può interessare superfici maggiori rispetto a quelle interessate all’installazione dei pannelli, purché appartenenti allo stesso fabbricato.

Ma quindi, chi può richiedere il contributo?

La domanda di contributo può essere inoltrata da:

  • imprenditori agricoli (sia singolarmente che in società);
  • imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO ammessi;
  • cooperative agricole e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1 comma 2 del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

Non posso presentare domanda i soggetti esonerati dalla tenuta della partita della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore a 7.000,00 euro.

Come anticipato, il MIPAFF annuncerà a breve le tempistiche di presentazione delle domande; la procedura sarà comunque a sportello, e le pratiche verranno saranno in funzione dell’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Una volta ricevuto l’incentivo, gli interventi dovranno essere realizzati, collaudati e rendicontati entro 18 mesi, o comunque entro il 30 giugno 2026.

 

 

 

Azienda agricola tra costi e consumi: il fotovoltaico può aiutare!

Gestisci un’azienda agricola? Sfrutta i migliori incentivi per abbattere le bollette

Molte realtà agricole e agriturismi hanno grandi spazi poco sfruttati ed esose bollette a fine mese: anche gli ultimi rincari sul prezzo dell’energia hanno inciso notevolmente su questo settore.  Ecco così che, per aiutare queste realtà fondamentali per la nostra economia, sono stati creati diversi incentivi. Uno di questi è il  bonus Parco Agrisolare: un piano che incentiva l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di stalle e cascine, senza occupare il prezioso suolo, sfruttabile per attività legate alla produzione.

Bonus Parco Agrisolare

Questa misura, che rientra nel PNRR, ha a disposizione 1,5 miliardi di euro per la realizzazione di impianti  fotovoltaici su tutto il territorio nazionale. Ciascun beneficiario potrà usufruire di un tetto massimo di 250mila euro. Un conto capitale che permetterà non solo l’installazione dell’impianto per la produzione di energia, ma anche la rimozione e lo smaltimento dell’amianto ove presente, oppure la realizzazione dell’isolamento termico e dell’areazione delle stalle – andando così a migliorare il lavoro e il benessere degli animali.

Una seconda misura, sempre legata al PNRR, riguarda gli impianti agro-voltaici: ovvero l’implementazione di sistemi ibridi agricoltura-produzione di energia che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, ma che contribuiscano alla sostenibilità ambientale ed economica delle aziende: ad esempio valorizzando i bacini idrici attraverso soluzioni galleggianti.

Ma perché conviene installare un impianto fotovoltaico?

Le aziende agricole e gli agriturismi si ritrovano a pagare cifre da capogiro, ma senza energia elettrica non si potrebbe lavorare. Ora come ora è fondamentale riuscire a trovare energie alternative che possano agevolare

queste realtà. Ed ecco che la tecnologia, unita al potere del sole, viene in soccorso. Installando dei pannelli fotovoltaici si andrebbe a produrre in autonomia l’energia necessaria ad ali

mentare attrezzature e locali. Inserendo poi un buon sistema di accumulo calibrato sulla produzione e il consumo, si potrà immagazzinare l’energia non auto-consumata ed averne sempre di scorta!

Inoltre, avere un impianto fotovoltaico vuol dire avere un sistema di guadagno: infatti, attivando il meccanismo di Scambio sul Posto, si può rivendere al GSE l’energia prodotta ma non utilizzata. In questo caso il pagamento avviene tramite conguaglio semestrale in bolletta.

Quando si decide di installare un impianto fotovoltaico non si fa solamente per se stessi e per il proprio portafoglio, ma si pensa anche al futuro del pianeta: il loro utilizzo favorisce e promuove il benessere ambientale, contribuendo alla riduzione dell’impronta di carbonio individuale e delle emissioni di carbonio complessive. Proviene dal sole, pertanto è a tutti gli effetti energia pulita. E poi, perché non approfittare degli incentivi?!

La filiera legno-energia per un’economia wood-based

La potenza del legno contro la povertà energetica

Per il suo 36% l’Italia è ricoperta da boschi: un’estensione di 11 milioni di ettari, che vede ogni anno prelevato dal 18 al 34% di legname dell’accrescimento annuale. Numeri questi, che dimostrano come le foreste italiane siano molto lontane da una reale condizione di sovra-sfruttamento. Al contrario: anche senza bisogno di cifre e statistiche, possiamo renderci conto di come siano in stato di abbandono cronico. Gestire i boschi in maniera attiva diventa pertanto fondamentale: un accumulo incontrollato della biomassa porterebbe a infestazioni parassitarie e a un aumento degli incendi forestali.

A questa situazione, si aggiunte il vertiginoso aumento dei prezzi del gas:  diventa così importante promuovere e valorizzare l’utilizzo della biomassa per la produzione di energia. Oltre a far acquisire un valore economico agli assortimenti legnosi sparsi sul territorio nazionale, la C02 prodotta dalla combustione del legno è pari a quella che gli alberi assimilano dall’atmosfera nel corso della loro crescita.

Ovviamente, per garantire un uso efficiente, è bene rispettare l’utilizzo a cascata del legno: impiegando cioè questa risorsa in più fasi, partendo dal materiale da costruzione per passare alla produzione di energia. In questo modo, solamente i residui dell’industria del legno o il materiale di bassa qualità sarà utilizzato ai fini energetici.

Come spiega Annalisa Paliz, direttrice generale di AIEL: “ La valorizzazione dell’energia rinnovabile dal legno, tramite lo sviluppo di filiere locali per la produzione di biocombustibili come legna da ardere, cippato e pellet, è fondamentale per evitare che tante famiglie ed imprese cadano in una condizione di povertà energetica”. Migliorando la risorsa forestale, si potrà contribuire enormemente a ridurre le importazioni, assicurando l’autosufficienza, garantendo resilienza e sussistenza di catene di fornitura nazionali.

Un aiuto concreto alle famiglie arriva anche dagli incentivi statali e regionali per la sostituzione del vecchio generatore con uno nuovo alimentato a biomassa: oltre che aumentare l’efficienza energetica con un netto calo nella bolletta, si andrà ad alimentare e sostenere la filiera del legno. Ed è per questo che noi di AIER Impianti offriamo a tutti i nostri clienti prodotti che rispettano la certificazione cinque stelle e sono alimentati a biomassa, andando così ad incrementare l’economia wood-based del nostro paese.

 

 

 

 

Agricoltura e Fotovoltaico? Ecco i nuovi incentivi!

In arrivo il bando per l’installazione di impianti FV nel mondo dell’agricoltura

E’ notizia fresca di stampa l’imminente pubblicazione del bando per l’accesso ai finanziamenti dedicati agli impianti fotovoltaici per le aziende agricole. Il Ministero per le Politiche agricole ha infatti dichiarato che, entro il 31 marzo, verrà pubblicato il testo contenente i requisiti e le linee guida per inviare la domanda di richiesta incentivi per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti agricoli.

L’obiettivo del bando

Per l’attuazione del bando, il ministero ha stanziato 1,5 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di mettere a regime oltre 400MWp di potenza solare su una superficie complessiva di 4,3 milioni di metri quadri. Gli impianti potranno così andare a coprire i tetti degli edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. Un’opportunità questa che si rileva favorevole per molte aziende agricole, dato che fra stalle, fienili e capannoni la superficie da poter sfruttare è decisamente ampia e sono molti i macchinari che per funzionare richiedono energia elettrica.

Invio e gestione delle domande

Una volta emesso il bando, le domande inviate verranno gestite dal GSE, indicato dal Mipaaf come attuatore della linea di intervento del Pnrr. In contemporanea, è in atto anche la predisposizione per una convenzione “pubblico-pubblico”, che consentirà di avviare in tempi brevi le operazioni di attuazione dei programmi fotovoltaici, una volta che la domanda ha ricevuto il riscontro positivo. Questa operazione risulta essere “un passo avanti fondamentale per accelerare il processo e consentire immediato avvio dei progetti” spiega il Ministero.

Il Ministero dell’Agricoltura comunque, manterrà il ruolo di punto unico di contatto con il Servizio centrale per il Pnrr, con la responsabilità di supervisionare complessivamente l’intervento, in ogni fase per l’attuazione dei progetti.

 

fonte: ansa.it

 

Biocombustibili e inquinamento: ecco il decreto attuativo per la decorbanizzazione del riscaldamento

Proposte migliorative e contributi accessibili: pubblicato il nuovo testo della REDII

Il 30 novembre 2021 è uscito in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo che vuole promuovere l’uno dell’energia da fonti rinnovabili, la REDII. All’interno del documento, sono state incluse le proposte di modifica promosse da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), presentate durante l’audizione delle Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera dei Deputati, che si è svolta lo scorso 20 settembre.

Tramite la pubblicazione in Gazzetta, la direttiva REDII sulle energie rinnovabili è entrata in vigore. AIEL, tramite le sue proposte, ha sottolineato l’importanza di garantire una corretta applicazione dei contenuti del Piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria (siglato a Torino a giugno 2019). Importante è essere coerenti con la normativa vigente, per evitare dei vuoti legislativi e dubbi interpretativi che potrebbero danneggiare gli operatori del settore.  Come riportata, la direttiva garantisce l’utilizzo di biocombustibili certificati per l’accesso agli incentivi, chiarendo i percorsi per verificare l’utilizzo di biocombustibili in qualità conforme al corretto funzionamento dell’impianto termico.

Altro punto di svolta sono i requisiti minimi per accedere agli incentivi per generatori di potenza inferiore a 500 kWt: il Governo ha infatti accolto la proposta di AIEL, inserendo requisiti prestazionali minimi anche per questi generatori. In un ottica di allineamento totale dei requisiti, l’associazione spera a un’estensione di questi ultimi a Conto Termico, Ecobonus/Superbonus e Bonus Casa. L’intento è raggiungere una necessaria coerenza normativa fra diversi sistemi incentivanti nazionali.

Nuova attenzione ai generatori ibridi e ai micro-generatori

Inoltre, nel decreto sono state accolte delle proposte riguardanti i generatori ibridi (sistemi ad alta efficienza che integrano più tipologie di generatori) e i micro-cogeneratori (apparecchiature che permettono la produzione combinata di elettricità e calore in un unico impianto di piccola taglia). Queste due sono tecnologie molto innovative che per l’industria di costruzione di impianti a biomassa. Per far ì che non siano penalizzate, si vuole garantire un approccio di neutralità tecnologica, senza alzare barriere di ingresso al mercato. Il Governo ha così accolto la proposta, prevedendo la possibilità di accesso agli incentivi pubblici anche per i sistemi ibridi a biomassa e ai micro-cogeneratori.

“Questi sono risultati estremamente importanti per il settore: non solo riconoscono il principio fondamentale di promozione delle energie rinnovabili, ma anche la neutralità tecnologica,– dichiara Annalisa Paniz, Direttrice generale di AIEL – senza più barriere di accesso al mercato che ostacolano solo la concorrenza e determinano fenomeni distorsivi. Per la decarbonizzazione energetica e per migliorare la qualità dell’aria l’unica strada è l’innovazione tecnologica. Ad affermarlo è la riduzione del 23% di emissioni di particolato, prodotte dal riscaldamento a legna e pellet in Italia. Un dato questo, ottenuto grazie alla sostituzione delle tecnologie più obsolete con generatori moderni ed efficienti. Continua a essere fondamentale però che decreti e norme continuino a tenere il passo a questa spinta tecnologica”. 

“Governo e Parlamento hanno accolto le proposte di AIEL: un risultato che premia l’impegno quotidiano per creare una maggiore consapevolezza negli interlocutori politico-istituzionali sul ruolo delle bioenergie nel percorso di transizione energetica – afferma Domenico Brugnoni, presidente di AIEL – Non può esistere una singola tecnologia che possa realizzare un’equilibrata e razionale decarbonizzazione energetica da sola. Bisogna creare un mix energetico intelligente: il calore da biomassa legnosa deve riuscire ad offrire una soluzione sicura ed affidabile, contribuendo così a un’economia climaticamente neutra. Questa è l’unica soluzione in grado di garantire il presidio e lo sviluppo del territorio, in particolare in aree marginali e montane”.

 

fonte: aielenergia.it

Superbonus 110: arriva la proroga fino al 2023

Ok dall’Europa: il Superbonus si allunga per altri due anni

In questi giorni è arrivato l’Ok dal Consiglio dell’Unione Europea: il Superbonus 110% è prorogato fino al 2023. “Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 – spiega Daniele Franco, Ministro dell’Economia – consentirà di coprire le esigenze per le politiche invariate e il rinnovo di svariate misure di rilievo economico e sociale”.

La proroga del Superbonus garantirà un credito di imposta al 110% fino al 2023. Questo sarà utilizzabile per interventi su un edificio, in modo da migliorare l’efficienza energetica o le caratteristiche antisismiche. Con questa proroga, si conferma la voglia di sostenere l’economia in una traiettoria che, come stimato dal ministro, dovrebbe stimare una  crescita del +4,2% per l’anno 2022 e del +2,6% per il successivo anno.

“La conferma della proroga è un’ottima notizia per una misura che funziona molto bene,– continua Franco – in modo da aiutare anche l’economia nella ripartenza”.

Così, oltre che a snellire tutta la parte burocratica legata alle domande d’incentivo, questa decisione di prolungamento si affianca alla linea del governo in materia di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico: si favorirà così il raggiungimento degli obiettivi relativi al risparmio energetico e alla riduzione di emissioni di C02.

Un modo per semplificare l’iter burocratico

Sempre in ottica di snellimento della burocrazia, e in particolare per la Dichiarazione di Legittimità dell’Immobile oggetto di ristrutturazione, con il decreto del 6 agosto è stata introdotta la CILA unica: per la conformità degli lavori che si andranno a realizzare, sarà sufficiente una dichiarazione del progettista dell’intervento edilizio.

Con questa notizia, cittadini ed imprese avranno così più tempo per pianificare gli interventi. L’agevolazione, introdotta lo scorso anno dal Decreto Rilancio, sarebbe scaduta il 30 giugno 2022 per le persone fisiche; mentre per i condomini il termine sarebbe stato il 31 dicembre 2022. Ora non resta che attendere il destino degli altri bonus che, in ambito edilizio, prevedono agevolazioni per i proprietari di un immobile.

fonte: governo.it

 

Stufa a Pellet 5 stelle

Bonus Piemonte: Stufe Gratis per un’aria più pulita

Il nuovo bando per ottenere una stufa completamente gratis, migliorando la qualità dell’aria. Scopri il Bonus Piemonte

 

Stufa a Pellet 5 stelle

E’ dal 2018 che la Regione Piemonte ha sviluppato seri programmi per migliorare la qualità dell’aria, contribuendo a incrementare l’efficienza energetica. Le misure messe in atto hanno riguardato sopratutto i generatori di calore a biomasse legnose: la priorità era ed è tutt’ora ridurre la concentrazione di polveri sottili.

Su questo programma, il 15 luglio 2021 è stato aperto il Bonus Piemonte: il  bando regionale rivolto a tutti i residenti in Piemonte. L’obiettivo è incentivare l’acquisto di generatori di calore domestici certificati ed innovativi; sempre alimentati a biomassa legnosa, ma con una potenza focolare inferiore a 35kWt.

Il bando regionale: in cosa consiste

Tutti coloro che intendono accedere al Bonus Piemonte, dovranno obbligatoriamente sostituire e rottamare un generatore a biomassa legnosa (come stufe, termocamini, caldaie) con un generatore di nuova fabbricazione, riportante una classificazione 5 stelle ( AIER snc è rivenditore ufficiale di prodotti 5 stelle Made in Italy).

Chi sceglie di sostituire il suo impianto, potrà così ricevere un bonus massimo di 1.500€ per l’acquisto di stufe e termocamini a 5 stelle; chi invece intende sostituire la caldaia, potrà ricevere un bonus massimo di 3.000€.

Il contributo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, verrà riconosciuto in aggiunta al finanziamento assegnato dal GSE e conseguito con il “Conto Termico” nell’ambito della linea di intervento 2.B.

Come inoltrare la domanda:

La domanda per il Bonus Piemonte dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite certificato di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica o certificato digitale. Ovviamente, tutti questi documenti dovranno essere intestati alla persona fisica che intende richiedere l’agevolazione.

Inoltre, è richiesto un indirizzo PEC valido (questo non direttamente riferito al beneficiario) e l’indicazione di un IBAN italiano.

Dovranno poi essere allegati una serie di documenti relativi ai generatori che si trattano:

  • Copia della scheda-contratto. Il beneficiario dovrà sottoscriverla con il GSE, in modo da ottenere l’erogazione dell’incentivo per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni;
  • La copia della certificazione ambientale ai sensi del DM 186/2017, rilasciata da un organismo notificato, del generatore alimentato a biomassa di nuova fabbricazione comprovante una classificazione pari a 5 stelle;
  • Copia del libretto d’impianto, intestato al beneficiario, da cui si ricava la situazione ante e post intervento;
  • Copia del rapporto di controllo, che viene rilasciato dai nostri tecnici al momento del collaudo;
  • Documentazione fotografica attestante l’intervento, raccolta in un documento elettronico in formato PDF;
  • Copia della marca da bollo annullata da 16 euro.

Non preoccuparti: con te c’è AIER!

Ma non preoccuparti: con AIER snc avrai tutto il supporto per realizzare la documentazione e invieremo noi stessi la domanda al posto tuo.

Per scoprire se puoi accedere al bando contattaci tramite mail a info@aierimpianti.it oppure chiamaci allo 0143-1921384; in alternativa vienici a trovare presso il nostro ufficio sito in Corso Cavour 2C a Ovada (AL).

Il bando per il cofinanziamento ai privati per la sostituzione di generatori a biomassa legnosa di potenza inferiore a 35 kWt rientra negli obiettivi del Piano Energetico Ambientale Regionale.

L’obiettivo è dunque favorire la massima valorizzazione delle fonti rinnovabili endogene, ovvero la biomassa forestale, incentivando il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi di combustione, correlati all’utilizzo della risorsa primaria.