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Scaldarsi senza inquinare: piccoli accorgimenti per la nostra salute

Col freddo iniziamo ad accendere i nostri apparecchi: ma attenzione a cosa bruciamo

Ci stiamo addentrando nella stagione fredda: tra poco inizieremo ad accendere i nostri camini, stufe e caldaie. Ma attenzione a cosa bruciamo!

L’inquinamento dell’aria è un problema rilevante in Italia: troppo spesso i livelli delle sostanze inquinanti nell’atmosfera non rispettano i limiti preposti. Questo comporta un’aria irrespirabile, con gravi conseguenze per la salute. Numerose infatti sono le sostanze dannose che respiriamo: fra le più importanti le polveri fini, il biossido di azoto, il monossido di carbonio, i composti organici volatici, il back carbon e il benzo(a)pirene.

In particolare, nelle nostre zone (come in altre), la legna è ancora fortemente utilizzata per scaldare le abitazioni  attraverso caminetti, stufe e caldaie. Nonostante sia un combustibile naturale, se bruciato in modo errato disperde nell’aria un’elevata percentuale di emissioni inquinanti.

Un modo drastico per ridurre queste dispersioni è quello di installare apparecchi a legna sempre più efficienti: questi infatti andranno a produrre la stessa quantità di calore ma riducendo i consumi e, di conseguenza, emetteranno meno emissioni.

Ovviamente, come abbiamo spiegato in un recente articolo di AierNews, anche la pulizia e la manutenzione periodica sono fondamentali per preservare l’apparecchio e contenere la percentuale delle emissioni prodotte.

La scelta della legna

Se non si presta attenzione al combustibile, l’inquinamento è pressoché scontato. Vediamo quindi l’importanza di bruciare solo legna vergine, asciutta e stagionata.  Se è possibile meglio rifornirsi in loco,  in modo da diminuire l’inquinamento dovuto ai  trasporti.

Cerchiamo di utilizzare legname delle dimensioni adeguate al nostro impianto. Solitamente, in un camino di medie dimensioni i ciocchi non dovrebbero superare i 40/45 centimetri di lunghezza.

Bruciamo legna stagionata in maniera adeguata, con almeno 18 mesi di asciugatura dopo il taglio. Se non è essiccata correttamente, può contenere  percentuali di umidità molto alte che vanno a limitare il rendimento dell’apparecchio, abbassano la temperatura del combustibile e tolgono riscaldamento all’ambiente. In particolare, la legna dolce (abete, pioppo, ontano, castagno, salice, pino) è facile da accendere, ma brucia in fretta: e’ quindi sconsigliata per gli impianti di riscaldamento domestico. La legna forte invece (quercia, leccio, faggio, olmo, frassino, betulla, rovere, carpine) brucia più lentamente con fiamme più corte: è dunque decisamente  consigliata per il riscaldamento domestico

Non è un inceneritore

Va precisato che stufe, camini e caldaie a legna non sono inceneritori. Non si può quindi bruciare tutto quello che si trova in casa, anche se molti scambiano il proprio apparecchio come un inceneritore domestico. Convinti che così facendo producono meno spazzatura, o semplicemente per pigrizia, inconsciamente sprigionano nell’aria sostanze altamente dannose per la salute e l’ambiente.

E’ quindi assolutamente vietato bruciare materiale diverso dalla legna da ardere, come ad esempio il legname trattato con vernici, colle o solventi, pezzi di mobili, cassette e legno da demolizione.  Non è consentito poi ardere imballaggi di plastica, scottex e giornali. Ma anche riviste, imballaggi di tetra-pak e ogni altro genere di rifiuto che si può produrre in ambiente domestico.  Se si bruciato questi o altri materiali diversi dalla legna, non solo si contamina l’aria con gravi conseguenze per la  salute: ma si va ad accorciare drasticamente la vita dell’apparecchio!

Cerchiamo dunque di porre maggiore attenzione su come alimentiamo il nostro riscaldamento, limitando il più possibile le emissioni dannose. Scaldiamoci in modo consapevole!