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La filiera legno-energia per un’economia wood-based

La potenza del legno contro la povertà energetica

Per il suo 36% l’Italia è ricoperta da boschi: un’estensione di 11 milioni di ettari, che vede ogni anno prelevato dal 18 al 34% di legname dell’accrescimento annuale. Numeri questi, che dimostrano come le foreste italiane siano molto lontane da una reale condizione di sovra-sfruttamento. Al contrario: anche senza bisogno di cifre e statistiche, possiamo renderci conto di come siano in stato di abbandono cronico. Gestire i boschi in maniera attiva diventa pertanto fondamentale: un accumulo incontrollato della biomassa porterebbe a infestazioni parassitarie e a un aumento degli incendi forestali.

A questa situazione, si aggiunte il vertiginoso aumento dei prezzi del gas:  diventa così importante promuovere e valorizzare l’utilizzo della biomassa per la produzione di energia. Oltre a far acquisire un valore economico agli assortimenti legnosi sparsi sul territorio nazionale, la C02 prodotta dalla combustione del legno è pari a quella che gli alberi assimilano dall’atmosfera nel corso della loro crescita.

Ovviamente, per garantire un uso efficiente, è bene rispettare l’utilizzo a cascata del legno: impiegando cioè questa risorsa in più fasi, partendo dal materiale da costruzione per passare alla produzione di energia. In questo modo, solamente i residui dell’industria del legno o il materiale di bassa qualità sarà utilizzato ai fini energetici.

Come spiega Annalisa Paliz, direttrice generale di AIEL: “ La valorizzazione dell’energia rinnovabile dal legno, tramite lo sviluppo di filiere locali per la produzione di biocombustibili come legna da ardere, cippato e pellet, è fondamentale per evitare che tante famiglie ed imprese cadano in una condizione di povertà energetica”. Migliorando la risorsa forestale, si potrà contribuire enormemente a ridurre le importazioni, assicurando l’autosufficienza, garantendo resilienza e sussistenza di catene di fornitura nazionali.

Un aiuto concreto alle famiglie arriva anche dagli incentivi statali e regionali per la sostituzione del vecchio generatore con uno nuovo alimentato a biomassa: oltre che aumentare l’efficienza energetica con un netto calo nella bolletta, si andrà ad alimentare e sostenere la filiera del legno. Ed è per questo che noi di AIER Impianti offriamo a tutti i nostri clienti prodotti che rispettano la certificazione cinque stelle e sono alimentati a biomassa, andando così ad incrementare l’economia wood-based del nostro paese.

 

 

 

 

Il legno: un calore rinnovabile e sostenibile

Dal bosco al camino: tutti i vantaggi del calore rinnovabile grazie alla legna

Sicuramente, la legna è la fonte di riscaldamento più antica al mondo. Ma scaldarsi con la legna vuol dire anche fare una scelta responsabile, nel pieno rispetto dell’ambiente. “L’uso corretto della biomassa legnosa- – sottolinea AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali garantisce enormi benefici per la crescita delle filiere corte locali e costituisce la principale fonte energetica rinnovabile”. Il legname è infatti una fonte energetica carbon-neutral, alleata essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea.

Ma, oltre a portare benefici in termici di conversione green dell’economia, la legna ha un altro fondamentale vantaggio: come accennato prima, il suo impiego crea valore aggiunto e porta occupazione, potenziando il potere di acquisto delle comunità montane. Tutte le imprese coinvolte in questa filiera dalla foresta alla casa, sono un’entità essenziale del made in Italy: 14 mila imprese con oltre 72mila impiegati producono un fatturato complessivo che supera i 4 miliardi di euro.

la legna promotrice di bioeconomia

Altro aspetto da non trascurare è la possibilità di creare processi virtuosi di bioeconomia circolare, adottando il principio dell’utilizzo a cascata del materiale forestale. In altre parole, per produrre i biocombustibili da bruciare si utilizzano grandi quantità di materiale di scarto, come ad esempio la segatura ed altri residui legnosi che si sarebbero dovuti smaltire.

Può sembrare una contraddizione, ma l’utilizzo del legno contribuisce a salvaguardare e tutelare i boschi e le foreste della nostra penisola. Questi ambienti, gestiti in base a criteri di sostenibilità, diventano più sani, contribuendo così alla protezione del clima. Basti pensare che una corretta e sostenibile  gestione forestale, può portare un bosco ad assorbire la quantità massima di CO2 presente in atmosfera e riduce il materiale in decomposizione sul suolo.

10 passi per un’aria più pulita  e un calore sostenibile

Con dieci semplici regole ci potremmo scaldare grazie alla legna e contribuire a un’aria più pulita. Piccoli accorgimenti quotidiani permetteranno di ridurre le emissioni di polveri sottili nell’aria.

  1. Il fuoco è meglio accenderlo sempre dall’alto: in caso di difficoltà, ci possiamo far aiutare da accendi-fuoco o piccoli pezzi di legna secca;
  2. se la fiamma si accende e spegne ripetutamente, si producono molti inquinanti: è opportuno gestire il processo di combustione nella maniera più stabile possibile;
  3. è bene regolare la giusta quantità di aria;
  4. anche per una questione di sicurezza, lo sportello della camera di combustione deve essere sempre chiuso;
  5. nel caso di una stufa, è bene collocarla vicino a una parete interna oppure, dove non possibile, in mezzo al locale da riscaldare;
  6. bisogna bruciare sempre legna vergine e non trattata. E’ sbagliato e soprattutto dannoso per la salute bruciare cassette della frutta, giornali, cartoni, tetra-pack o pezzi di mobili. Anche se non sempre visibili, tutti questi prodotti potrebbero contenere vernici o coloranti che, attraverso la combustione, rilasciano sostanze molto pericolose.
  7. affidarsi a rivenditori locali, facendo attenzione ad utilizzare ciocchi di piccole dimensioni;
  8. se si ha lo spazio per conservare la legna, è meglio posizionare la catasta in un luogo aperto almeno su tre lati e farla seccare per almeno due anni prima di utilizzarla. In questo modo si ridurrà notevolmente il contenuto idrico presente all’interno dei ceppi;
  9. è importante monitorare il fumo che fuoriesce dal camino. Se dopo un quarto d’ora dall’accensione non è diventato invisibile, ma è rimasto scuro e denso, vuol dire che la combustione non è avvenuta in maniera corretta;
  10. Se l’apparecchio ha più di dieci anni, sarebbe una buona cosa rottamarlo e sostituirlo con uno più moderno. Incentivi e agevolazioni permettono questo ammodernamento, agevolando il cliente e migliorando la qualità dell’aria.

fonte: ecofuturo.eu; aielenergia.it