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Energie solare e normative: quali e perchè rispettarle

Impianti fotovoltaici e verifiche: ecco le norme che regolano gli impianti

Non lo sapevi? Tutti gli impianti Fotovoltaici sopra gli 11,08 kW devono essere dotati di un sistema di protezione interfaccia: questa è una misura di protezione posta a sicurezza della rete e dell’impianto stesso attraverso un relè di monitoraggio. Nel caso in cui ci sia una carenza di tensione sulla rete elettrica nazionale, questa blocca l’immissione in corrente.

A seguito delle modifiche alle norme CEI 0-21 e CEI 0-16, chi possiede un impianto fotovoltaico con Sistema di Protezione Interfaccia (SPI), ha il compito di comunicare la verifica periodica della protezione, pena il blocco dell’erogazione degli incentivi.

Verifiche periodiche a tutela dell’impianto

Queste verifiche, eseguite tramite strumentazione certificata, dovranno essere ripetute ogni 5 anni, oltre alla prova  in campo di prima accensione. Il controllo serve per tutelare il corretto funzionamento del sistema e coinvolge tutti i proprietari di sistemi FV in  media o bassa tensione, in particolare:

  • su SPI degli impianti di produzione connessi in media tensione aventi potenza superiore a 11,08 kW;
  • sulle SPI con dispositivo dedicato (relè di protezione) degli impianti di produzione connessi in bassa tensione con potenza superiore a 11,08 kW.

La periodicità di queste verifiche può ricordare la manutenzione delle caldaie: ogni anno viene richiesta la pulizia e ogni due la prova fumi. Perchè non eseguire lo stesso con gli impianti fotovoltaici? Sono comunque sistemi complessi e potenzialmente pericolosi se malfunzionanti. Il controllo periodico sull’interfaccia è utile per controllare che l’inverter non immetta corrente con tensione o frequenza non conformi, e che sia in grado di staccare l’impianto in caso di mancanza di tensione di rete, nelle tempistiche stabilite dalle norme stesse.

In altre parole,  oltre a consentirgli di rispettare i termini di legge, lo aiuta a garantire la non dispersione di energia elettrica, con un netto risparmio in termini di rendimento dell’impianto.

Questa attenzione e cura verso il sistema però non sempre è scontata; anzi, spesso viene trascurata. In molti casi gli stessi proprietari non sono a conoscenza di questi controlli, o ne scoprono l’esistenza solamente quando il gestore di rete ha già avviato la sospensione degli incentivi.

Chi effettua le verifiche?

La verifica sul campo non è un’operazione complicata, potrà al massimo durare un paio d’ore. Il problema è trovare professionisti in grado di eseguire questo controllo. Per questo AIER Impianti offre la sua squadra specializzata in verifiche SPI, proponendo la propria competenza su diverse regioni quali Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta.

E se non effettuo il controllo periodico?

In caso di mancato adempimento, verranno presi provvedimenti da parte del gestore di rete: il primo sollecito verrà inviato il mese successivo alla scadenza; se entro il termine preposto le verifiche non saranno state effettuate, il GSE sospende l’erogazione dell’incentivo, delle convenzioni di scambio sul posto e di ritiro dedicato. La disconnessione vera e propria dell’impianto avverrà solamente previo preavviso da parte del gestore di rete.

 

Bando Parco Agrisolare: via libera dall’Europa

Pubblicate le linee guida per accedere al bando: scopri come ridurre le bollette!

E’ notizia fresca di stampa quella relativa all’approvazione della Commissione europea per lo stanziamento di  1,2 miliardi di euro a favore del Bando Parco Agrisolare. Questa misura vuole favorire l’installazione di  impianti fotovoltaici nel settore agricolo, attraverso sovvenzioni dirette fino al 90% dei costi di investimento ammessi.

Non sono ancora state emesse le tempistiche di presentazione delle domande di contributo, ma il bando durerà fino al 30 giugno 2026: l’obiettivo è sostenere le imprese agricole, agroalimentari e agroindustriali nell’uso delle energie rinnovabili,  migliorando la competitività del settore e portando enormi benefici al clima.

Il nuovo bando: ecco i dettagli

Il bando prevede un contributo a fondo perduto, calcolato in percentuale sulle spese ammesse e differenziato in base alla tipologia di intervento e alla zona in cui si trova l’impresa, per interventi volti alla realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende, con potenza di picco non inferiore a 6kWp e non superiore a 500kWp.

Inoltre, i richiedenti possono usufruire del bando per eseguire ulteriori interventi di riqualificazione, al fine di migliorare l’efficienza energetica delle strutture. Si potrà dunque:

  • rimuovere e smaltire l’amianto dai tetti;
  • realizzare l’isolamento termico;
  • inserire un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto;

Questi aiuti sono concessi nella misura del:

  • 50% delle spese ammesse per le imprese situate in regioni meno sviluppate (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia)
  • 40% delle spese ammesse per le imprese situate nelle altre regioni d’Italia.

Inoltre, la Commissione ha previsto una maggiorazione del 20% per:

  • i giovani agricoltori o gli agricoltori insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto;
  • gli investimenti collettivi;
  • gli investimenti in zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli specifici.

Quali spese finanzia l’incentivo?

L’incentivo andrà a coprire le spese per la realizzazione degli impianti fino a un limite massimo di 1.500€/kWp e fino ad ulteriori 1.000,00€/kWh ove siano installati anche sistemi di accumulo. Dove poi si decide di installare colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, verrà riconosciuta una spesa fino a un limite massimo ammissione pari a 1.00,00€/kW.

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto e l’esecuzione degli interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico, la spesa massima ammissione per singolo progetto è pari a 750.000,00 €, nel limite massimo di 1.000,00 € per ogni singolo beneficiario.

Nel finanziamento rientrano solamente impianti realizzati con componenti di nuova costruzione, ma non necessariamente installati sulle stesse coperture dove si opera la bonifica dall’amianto: anzi, quest’ultima può interessare superfici maggiori rispetto a quelle interessate all’installazione dei pannelli, purché appartenenti allo stesso fabbricato.

Ma quindi, chi può richiedere il contributo?

La domanda di contributo può essere inoltrata da:

  • imprenditori agricoli (sia singolarmente che in società);
  • imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO ammessi;
  • cooperative agricole e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1 comma 2 del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

Non posso presentare domanda i soggetti esonerati dalla tenuta della partita della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore a 7.000,00 euro.

Come anticipato, il MIPAFF annuncerà a breve le tempistiche di presentazione delle domande; la procedura sarà comunque a sportello, e le pratiche verranno saranno in funzione dell’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Una volta ricevuto l’incentivo, gli interventi dovranno essere realizzati, collaudati e rendicontati entro 18 mesi, o comunque entro il 30 giugno 2026.

 

 

 

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