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Scaldarsi col fuoco? Attenzione alle multe

Stufe e camini: il potere del fuoco contro il caro-energia, ma occhio alle normative regionali

Vista la situazione attuale, molte famiglie stanno correndo ai ripari per trovare fonti di riscaldamento alternative, che non vadano così a incidere sulla bolletta domestica. Ed ecco che nelle case si spolverano vecchie stufe e camini aperti dimenticati o trasformati in complementi d’arredo. Ma state attenti! In alcune regioni d’Italia è vietato l’utilizzo di questi apparecchi, con il rischio di ricevere multe salate, che possono arrivare anche a 5 mila euro.

Divieti ed incentivi: l’importanza delle Stelle

Per migliorare la qualità dell’aria, in Piemonte è stato introdotto un pacchetto di misure anti-inquinamento, attraverso la norma DGR 29-7538.

Dal 1° ottobre 2018 è entrato in vigore il divieto di installazione di generatori di calore alimentati a biomassa con potenza nominale inferiore a 35kW e classe energetica inferiore alle 3 stelle. Dal 1° ottobre 2019 poi, il divieto è stato ampliato a generatori con classe sotto le 4 stelle. Sempre nello stesso anno, è stato vietato l’utilizzo di generatori di calore con classe  inferiore alle 3 stelle. In altre parole, quelle stufe e quei camini che avete rimesso a regime per risparmiare in bolletta rischiano di farvi spendere ancora di più!  Ovviamente, in parallelo  sono stati promossi diversi incentivi per rottamare il vecchio generatore e sostituirlo con uno nuovo di classe 4 e 5 stelle, che permettono il quasi totale recupero della cifra spesa: il Conto Termico e il Bonus Piemonte.

Un modo questo per creare un turn over tecnologico, andando così a garantire prestazioni ottimali dei generatori e abbassando notevolmente i livelli di CO2 nell’aria.

Nuove stufe  e camini per affrontare l’inverno

Nessuno però poteva immaginarsi un’impennata così drastica legata al riscaldamento, e con il freddo alle porte, tutti stanno correndo ai ripari come meglio possono. Ricordiamo che gli incentivi per la rottamazione del vecchio generatore sono ancora attive, e permettono l’acquisto di stufe e inserti sia a legna che a pellet, oltre a nocciolino e cippato. All’inizio questa potrebbe apparire come una spesa abbastanza dispendiosa, ma vi eviterà brutte sorprese nel pieno dell’inverno, senza contare il grande contributo silenzioso che darete alla natura e al vero risparmio in termini economici.

Fotovoltaico

Installare un Impianto fotovoltaico senza permessi? Da oggi puoi!

Rientrando come intervento di manutenzione ordinaria, installare un impianto fotovoltaico oggi è facilissimo!

Per colpa del caro bollette, molte famiglie italiane stanno cercando il modo migliore per risparmiare senza rimanere al freddo al buio. E le energie rinnovabili si prospettano una validissima alternativa, oltre che una scelta consapevole in materia ambientale. Ma molti erano comunque frenati dal realizzare un impianto per via dell’iter burocratico legato all’ottenimento delle autorizzazioni.

E’ però notizia di pochi giorni fa l’entrata in vigore del D.L. 17/2022, contenente misure finalizzate al contenimento degli effetti dei vertiginosi aumenti del prezzo di elettricità e gas che stanno interessando il nostro paese. E questo provvedimento va a coinvolge in pieno anche la sfera del Fotovoltaico. In che modo? Scopriamolo insieme.

Il D.L. 17/22: installare pannelli senza permessi

All’interno dell’Articolo 9 del Decreto, troviamo significative semplificazioni per l’installazione degli impianti solari e fotovoltaici.  In particolare, la loro realizzazione su edifici, strutture e manufatti fuori terra, viene considerata intervento di manutenzione ordinaria: ovvero edilizia libera. In altre parole, questi interventi non sono più vincolati alla richiesta di permessi o atti amministrativi di assenso per la loro messa in opera. Un notevole incentivo per passare al fotovoltaico, accorciando notevolmente la burocrazia per la loro costruzione.

Questa novità rivoluzionaria nel campo delle installazioni, vuole andare incontro all’esigenza di molte famiglia, dando così la possibilità di autoprodursi l’energia e risparmiare così sulla bolletta di casa. Per ora però ne traggono beneficio solo i piccoli e medi impianti, ma entro maggio verranno individuate le modalità di estensione del modello unico semplificato anche agli impianti di potenza superiore a 50 kW, fino a 200 kW.

 

 

Il Caro bollette e il Conto Energia: colpiti gli impianti fotovoltaici

Nuove mosse del Governo per ammortizzare i rincari in bolletta

Il 2022 è iniziato preoccupando gli italiani con il Caro bollette: un’impennata delle bollette per luce e gas, con aumenti di oltre 1000 nelle bollette delle famiglie. Tutto questo dovuto al rincaro dei prezzi delle materie prime e le ridotte forniture di gas dai paesi esteri. Per cercare di sanare la situazione, il Governo sta preparando diverse misure per frenare l’impennata dei prezzi. Tra queste, alcune interesseranno i possessori di impianti fotovoltaici.

Entro la fine dell’anno, i proprietari degli impianti da fonti rinnovabili hanno la possibilità di restituire parte degli extra profitti legati alla produzione delle proprie centrali. Per calcolare quanto restituire, bisognerà considerare la differenza tra i prezzi attuali del mercato e quelli equi dell’energia prima della crisi. A stabilirlo è il Consiglio dei Ministri, che ha siglato nei giorni scorsi la bozza del Decreto legge Sostegni.

Questo decreto, vuole determinare misure adeguate per contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi che hanno interessato il settore elettrico. Un’intervento era già stato effettuato dall’esecutivo, con lo stanziamento di 3,8 miliardi sul primo trimestre 2022: l’obiettivo era mitigare il rincaro del costo dell’energia. Ma con questo nuovo provvedimento, il governo vuole nuovamente adoperarsi, stanziando altri 1,7 miliardi. L’obiettivo è quello di arrivare, nel corso dell’anno, a erogare 10 miliardi di euro per supportare imprese e famiglie.

Dal 1 di febbraio fino al 31 dicembre 2022, verrà applicato un meccanismo di compensazione, che interesserà il prezzo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW che rientrano nelle tariffe fisse derivanti dal Conto Energia, quindi non dipendenti dai prezzi del libero mercato.

Il pensiero dell’associazione leader del fotovoltaico in Italia

Su queste nuove misure, Italia Solare sottolinea come “gli operatori del fotovoltaico siano disponibili a fare la loro parte, ma solo se si impone un limite massimo ai prezzi di vendita dell’energia sul mercato. Non dovranno essere modificare le tariffe incentivanti dei Conti Energia e tutti dovranno partecipare allo sforzo, in primis chi produce e vende combustibili fossili”. 

E sull’argomento interviene anche Paolo Rocco Viscontini, presidente dell’associazione: “E’ giunta l’ora di intaccare i sussidi ai combustibili fossili. Se così non avverrà, ci troveremo al paradosso di andare a ledere chi ha investito in impianti da fonti rinnovabili, lasciando stare gli unici veri responsabili di questo disastro: il mondo dei fossili”. 

Inoltre, continuando a leggere la bozza del decreto Sostegni, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente potrebbe annullare per il primo trimestre 2022 le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze con potenza pari o superiore a 16,5 kW. Il motivo? Ridurre ulteriormente gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico.

 

 

fonte: solareb2b.it