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Bando Parco Agrisolare: via libera dall’Europa

Pubblicate le linee guida per accedere al bando: scopri come ridurre le bollette!

E’ notizia fresca di stampa quella relativa all’approvazione della Commissione europea per lo stanziamento di  1,2 miliardi di euro a favore del Bando Parco Agrisolare. Questa misura vuole favorire l’installazione di  impianti fotovoltaici nel settore agricolo, attraverso sovvenzioni dirette fino al 90% dei costi di investimento ammessi.

Non sono ancora state emesse le tempistiche di presentazione delle domande di contributo, ma il bando durerà fino al 30 giugno 2026: l’obiettivo è sostenere le imprese agricole, agroalimentari e agroindustriali nell’uso delle energie rinnovabili,  migliorando la competitività del settore e portando enormi benefici al clima.

Il nuovo bando: ecco i dettagli

Il bando prevede un contributo a fondo perduto, calcolato in percentuale sulle spese ammesse e differenziato in base alla tipologia di intervento e alla zona in cui si trova l’impresa, per interventi volti alla realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende, con potenza di picco non inferiore a 6kWp e non superiore a 500kWp.

Inoltre, i richiedenti possono usufruire del bando per eseguire ulteriori interventi di riqualificazione, al fine di migliorare l’efficienza energetica delle strutture. Si potrà dunque:

  • rimuovere e smaltire l’amianto dai tetti;
  • realizzare l’isolamento termico;
  • inserire un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto;

Questi aiuti sono concessi nella misura del:

  • 50% delle spese ammesse per le imprese situate in regioni meno sviluppate (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia)
  • 40% delle spese ammesse per le imprese situate nelle altre regioni d’Italia.

Inoltre, la Commissione ha previsto una maggiorazione del 20% per:

  • i giovani agricoltori o gli agricoltori insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto;
  • gli investimenti collettivi;
  • gli investimenti in zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli specifici.

Quali spese finanzia l’incentivo?

L’incentivo andrà a coprire le spese per la realizzazione degli impianti fino a un limite massimo di 1.500€/kWp e fino ad ulteriori 1.000,00€/kWh ove siano installati anche sistemi di accumulo. Dove poi si decide di installare colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, verrà riconosciuta una spesa fino a un limite massimo ammissione pari a 1.00,00€/kW.

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto e l’esecuzione degli interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico, la spesa massima ammissione per singolo progetto è pari a 750.000,00 €, nel limite massimo di 1.000,00 € per ogni singolo beneficiario.

Nel finanziamento rientrano solamente impianti realizzati con componenti di nuova costruzione, ma non necessariamente installati sulle stesse coperture dove si opera la bonifica dall’amianto: anzi, quest’ultima può interessare superfici maggiori rispetto a quelle interessate all’installazione dei pannelli, purché appartenenti allo stesso fabbricato.

Ma quindi, chi può richiedere il contributo?

La domanda di contributo può essere inoltrata da:

  • imprenditori agricoli (sia singolarmente che in società);
  • imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO ammessi;
  • cooperative agricole e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1 comma 2 del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

Non posso presentare domanda i soggetti esonerati dalla tenuta della partita della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore a 7.000,00 euro.

Come anticipato, il MIPAFF annuncerà a breve le tempistiche di presentazione delle domande; la procedura sarà comunque a sportello, e le pratiche verranno saranno in funzione dell’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Una volta ricevuto l’incentivo, gli interventi dovranno essere realizzati, collaudati e rendicontati entro 18 mesi, o comunque entro il 30 giugno 2026.